Importante passo avanti per il Montenegro. Approvate le Unioni Civili

Un'importante passo avanti per i diritti civili nei Balcani. Il Montenegro approva le unioni civili

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Un importantissimo passo avanti verso l’Europa e verso l’eguaglianza di tutti i cittadini e cittadine quello avvenuto nelle scorse ore in Montenegro. Il Parlamento monocamerale di Podgorica ha infatti approvato nelle scorse ore la legge che introduce nel paese le Unioni Civili.

Sono stati 42 i voti, su 81 aventi diritto, a favore della legge che era stata arrestata lo scorso anno durante le votazioni delle frange minoritarie della coalizione dei socialdemocratici. L’opposizione di governo si è ufficialmente astenuta.

Il Montenegro diventa così il terzo paese dei Balcani dopo Slovenia e Croazia (il primo dell’area al di fuori dell’Unione Europea) a riconoscere ufficialmente le unioni tra persone dello stesso sesso. Un importante passo per i diritti civili nella giovane nazione con una popolazione di poco più di 620.000 persone, che avvicina sempre di più i montenegrini all’Unione Europea. Di questo parere il Primo Ministro pro europeo Dusko Markovic che su Twitter ha così commentato la notizia: “Un grande passo nella giusta direzione per la società montenegrina, la sua maturità democratica e i suoi processi di integrazione” seguito dal tweet del Presidente della Repubblica Milo Dukanovic sulla stessa linea d’onda “Il Montenegro è un passo avanti verso l’adesione alle democrazie mondiali più sviluppate. Nati liberi e uguali in dignità e diritti!”.

La piccola repubblica balcanica ha così dato un’importante dimostrazione al mondo. In un’area famosa per il machismo e l’omofobia come i Balcani non è impossibile sensibilizzare le persone e la politica sui diritti sociali e civili di tutte le persone e che anzi questo può essere fatto non solo a livello associativo ma anche governativo come proprio il governo di Podgorica ha deciso di fare negli scorsi anni introducendo un piano d’azione ufficiale attivo dal 2019 al 2023 a sostegni della popolazione LGBTI e di contrasto all’omofobia, con moduli di formazione agli operatori sanitari e alle forze di polizia.

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