Impero Mitanni: dalla siccità del Tigri emergono i resti di un imponente palazzo

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Iraq: scoperto antico palazzo dell'Impero Mitanni.

La terribile siccità che a causa dei cambiamenti climatici si è abbattuta sull’Iraq, ha permesso di fare una scoperta che potrebbe risultare determinante per gli studi di storici e archeologi. Infatti lungo le rive del fiume Tigri che bagna la regione del Kurdistan sono spuntati i resti di un antico e splendido palazzo risalente quasi certamente all’epoca del misterioso Impero Mitanni, e databile dunque all’età del bronzo. Si tratta di un importante ritrovamento che potrebbe far luce su questa civiltà di cui, ad oggi, si sa poco o nulla, se non che risiedeva nella Mesotopamia settentrionale in un periodo compreso tra il 1450 e il 1350 a.C. (quindi in Tardo Bronzo).

Iraq: gli archeologi hanno scoperto un antico palazzo.

La scoperta è stata annunciata da un team di lavoro formato da archeologi tedeschi e curdi, i quali già da una decina d’anni stavano setacciando l’intera zona di Kemune, lungo il bacino idrico della Diga di Mosul, nella speranza di poter risalire ad una traccia di quest’antico regno. A partire dallo scorso anno, quando una terribile siccità si è abbattuta sul suolo iracheno facendo ritirare le acque della diga, i ricercatori hanno potuto spostare i loro scavi laddove prima imperversava il fiume Tigri, riuscendo così finalmente a riportare alla luce le rovine del palazzo dell’Impero Mitanni. Nel riportare la notizia alla stampa, l’archeologo curdo Hasan Ahmed Qasim dell’Università di Duhok, non ha nascosto che si tratta di una delle scoperte più importanti e suggestive fatte in questi ultimi anni nella regione irachena.

Palazzo dell’Impero Mitanni: trovate anche 10 tavolette d’argilla

Fino ad ora, dagli scavi effettuati nel Kurdistan i ricercatori sono riusciti a riportare alla luce quasi tutte le pareti interne dell’antica residenza dell’Impero Mitanni, delle murature decisamente imponenti, con un’altezza che supera anche i 2 metri e uno spessore molto simile. Inoltre sono stati rinvenuti dei mattoni fusi che, stando alle prime analisi, potrebbero essere stati utilizzati per ricavarne delle lastre per i pavimenti.

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Tra i reperti più significativi, gli archeologi hanno segnalato alcuni dipinti realizzati con i colori rosso e blu in un ottimo stato di conservazione, ma soprattutto è stato posto l’accento sulla scoperta di circa 10 tavolette di argilla con delle iscrizioni che potrebbero essere a dir poco fondamentali per avere delle prime testimonianze storiche e attendibili sulla civiltà vissuta in questa zona della Mesopotamia nel Tardo Bronzo. Guardando all’ubicazione dell’edificio, gli studiosi ritengono che potrebbe essere stato costruito lungo una terrazza che affacciava sulla valle del Tigri, a circa 20 metri dal luogo in cui a quell’epoca si trovavano le rive orientali del fiume.

Ivana Puljiz, archeologa dell’Università tedesca di Tubinga, soffermandosi su queste importanti testimonianze rinvenute nell’antico palazzo, ha innanzitutto spiegato che nel secondo millennio a.C. non era raro trovare dipinti lungo le murature degli edifici dell’antico Vicino Oriente, anche se quelli presenti nella reggia dell’Impero Mitanni sono tra i più intatti mai visti fino ad ora. Di conseguenza, quanto accaduto a Kemune è davvero qualcosa di eccezionale.

I dipinti rinvenuti lungo le pareti dell’edificio.

Invece, in merito alle tavolette di argilla, ci si augura che dall’interpretazione delle iscrizioni si possa finalmente apprendere qualcosa in più sulla vita politica, sull’economia e sulla società dell’Impero Mitanni, trattandosi di uno dei meno conosciuti della storia. Infatti la dottoressa Puljiz ha dichiarato che per adesso le uniche informazioni disponibili su questa civiltà sono reperibili presso le città di Nuzi e Alalakh, aggiungendo che attualmente non si sa nemmeno quale fosse la capitale del regno: «La scoperta di un palazzo Mitanni a Kemune è di grande importanza per il mondo dell’archeologia» ha concluso la studiosa.

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