Impeachment di Trump. Cosa c’è da sapere

Si è conclusa sabato la prima settimana del processo a Donald Trump, attuale Presidente degli Stati Uniti, accusato di aver indebitamente sfruttato la propria influenza per acquisire informazioni a danno di Joe Biden, uno dei principali avversari politici, nonché di ostruzionismo alle indagini. In settimana verranno nuovamente ascoltate accusa e difesa

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Donald Trump, attuale Presedente degli Stati Uniti e terzo Presidente nella storia Americana a finire sotto accusa, (Nixon si dimise prima), è sotto processo per aver esercitato pressioni sul Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, affinché aprisse un’indagine nei confronti del figlio di Joe Biden, vicepresidente durante l’amministrazione Obama nonché principale avversario politico di Trump per le elezioni 2020, condizionando sospensivamente 391 milioni di dollari in aiuti militari diretti all’Ucraina all’adempimento di tale richiesta. Trump sarebbe indagato altresì per ostruzione alle indagini.

Cos’è l’impeachment?

Il procedimento di messa in stato d’accusa (impeachment) è la procedura con la quale è possibile rimuovere dall’incarico gli alti componenti dell’esecutivo, compresi presidente e vicepresidente, nonché i giudici accusati di “tradimento, corruzione, altri crimini gravi e illeciti”.

Processo che si annuncia senza esclusione di colpi, come dimostra il tweet al vetriolo di stamattina dello stesso Trump rivolto nei confronti del Senatore Democratico Adam Schiff, principale promotore dell’impeachment, il quale riceverà a breve un avviso di comparizione a testimoniare (subpoena).

Nonostante i democratici abbiano montato un quadro alquanto circostanziato nei confronti di Trump, definendolo una “minaccia imminente” per la sicurezza nazionale che potrebbe minare le stesse consultazioni elettorali di Novembre 2020, la maggioranza Repubblicana del Congresso si dimostra restia ad accogliere tali accuse, e si dichiara già pronta a decretare una piena assoluzione. Di tutt’altro avviso resta invece l’elettorato. 

Secondo il sondaggio di Fivethirtyeight, il 47,2% degli elettori è favorevole all’impeachment, invece il 46,3 è contrario.

Nella giornata di sabato, i legali di Trump, team di tutto rispetto, hanno enunciato per tre ore alla Camera quella che sembra la prima linea difensiva del Presidente. Secondo Jay Sekulow, le motivazioni per le quali il processo di impeachment sarebbe senza fondamento risiedono in primo luogo, nel fatto che tale processo sia solo una montatura per sviare il voto degli elettori in vista delle consultazioni di Novembre 2020; in secondo luogo, e in conseguenza del primo punto, che non vi sarebbero prove sufficienti a sostegno dell’accusa e, infine, quanto al contegno del Presidente, che Trump abbia esclusivamente agito in adempimento del proprio ruolo istituzionale.
Per il momento le prove sembrano essere un audio, apparentemente incriminante, pubblicato dall’emittente Abc, nonché un video di un ora e ventitré minuti, relativo a una cena durante la quale Trump sembra aver fatto pressioni per rimuovere l’allora ambasciatrice Ucraina negli Usa, Marie Yovanovitch.
Già da domani il processo riprenderà a pieno regime in Senato.

I prossimi snodi processuali

  • Lunedì e Martedì, la difesa di Trump, (che sembrerebbe intenzionato a non presenziare), avrà l’occasione di precisare meglio la propria linea difensiva, in particolare lunedì, giorno in cui verranno ascoltate, in Senato, le principali argomentazioni;
  • Mercoledì avrà la possibilità di obiettare in merito a specifici elementi del processo, specialmente a seguito delle domande dei Senatori;
  • Giovedì, i Senatori potranno formulare domande per un totale di 16 ore suddivise nell’arco due giorni, esclusivamente per iscritto e rivolte al giudice Presidente John Roberts, giudice capo della Corte Suprema. A ciò potrebbe seguire un dibattito ed eventualmente si potrebbe decidere l’assunzione di nuove testimonianze o prove dibattimentali;
  • Venerdì potrebbero essere assunte le (eventuali) nuove testimonianze, seguite dal voto cruciale sull’impeachment;
  • Sabato, se sia stata decisa l’escussione di nuovi testimoni o l’acquisizione di nuove prove, il processo continuerebbe ancora per permetterne l’assunzione e valutazione. Invece, (com’è più probabile vista la maggioranza Repubblicana al Senato), se i Democratici non dovessero raggiungere i voti sufficienti per deliberare l’acquisizione di nuovo materiale probatorio, vi sarebbe il voto definitivo circa l’assoluzione o la condanna (e rimozione dalla carica).
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