Impaled Nazarene guidano un’orda di fan

Gli Impaled Nazarene dissacrano il palco del Frantic Fest

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ATTENZIONE: questo articolo è scritto puramente in modo goliardico ma i contenuti potrebbero colpire in modo particolare le persone sensibili a certi argomenti (in questo caso la religione). È tutto in linea con il modo della band di fare musica e di “giocare” su certi argomenti.

Io e Mika Luttinen (frontman degli Impaled Nazarene)
Io e Mika Luttinen (frontman degli Impaled Nazarene)

Gli Impaled Nazarene un nome, un sound, uno stile discutibile, con tanta potenza.

Hanno partecipato al terzo giorno del Frantic fest, sarebbero dovuti essere headliner ma a causa di un problema del penultimo gruppo hanno suonato prima del previsto.

Sono entrati in fila come soldati, pantaloni mimetici, chi col facepainting, chi con la propria faccia nuda.

Il concerto inizia, tutti trepidanti dalla prima fila fino agli ultimi posti, tutti pronti ad ascoltare la voce del Master che guida la sua orda di soldatini per la guerra della conquista, da parte dei demoni, dell’intero universo.

Luttinen sul palco sembra una sorta di demone, con le sue espressioni, col suo modo di fare,

Mika Luttinen durante la Performance
Mika Luttinen durante la Performance

anche il suo modo di interloquire con il pubblico, è magnetico e ti fa cadere ai suoi piedi.

La sua voce sembra provenire dagli inferi, prepara l’armata eseguendo gli ordini di Lucifero, il modo di far cantare in coro il pubblico per evocare il Master dei Master è molto suggestivo e coinvolge il pubblico in pieno.

Le loro canzoni, interpretate in quel modo evocativo, gli strumenti usate come armi, le imprecazioni fra una canzone e l’altra dette in quel modo provocano anche dell’ilarità nel pubblico. Ecco, una cosa assurda è che alcuni momenti c’era l’impressione che da un momento all’altro apparisse l’entità demoniaca, evocata dal pubblico guidati da Luttinen.

Gli Impaled Nazarene, nonostante abbiano avuto dei problemi tecnici, o meglio chi era lontano sentiva che qualcosa non andava, hanno fatto esplodere il TikiTaka.

Mika Luttinen ha una voce con un’estensione incredibile, sentirlo e vederlo da vicino è davvero mistico, magnetico, accalappiatore di donne e anime, potrebbe condurti a fare qualunque cosa quando e li sul palco.

Mikael Arnkil, il bassista, si alternava con Luttinen nel parlare col pubblico, una cosa surreale, un qualcosa di quasi indescrivibile, col suo facepainting a mascherare il suo volto ma non le espressioni. Le imprecazioni sempre presenti.

Il ritmo del concerto è tenuto alto, per circa un’ora, senza afflosciamenti vari o perdite di stile.

Che dire, è la seconda volta che la sottoscritta vede gli Impaled Nazarene dal vivo, ma questa volta sarà stato il posto più raccolto, è stato terribilmente potente.

Ovviamente il pogo sempre presente.

Finito il concerto Mika Luttinen esce dal backstage e si da in pasto ai fan, anzi soprattutto alle fan. È stato fantastico, rideva e scherzava con tutti, ovviamente le foto non erano sobrie, non potevano esserlo.

Finito con i fa torna dietro le quinte e nel frattempo inizia il momento dj set con la musica dance trash anni ’90, e si, i metallari si divertono anche così, anche Mika Luttinen si è buttato in mezzo alla pista, è apparso come una visione.

Ogni tanto si allontanava dalla pista, ed in uno di questi momenti c’è stata l’opportunità di scambiarci due parole.

Era li semi distrutto che ascoltava ciò che io ed altre persone gli raccontavamo, quando ha sentito che eravamo al Party.San 2013 dove vi erano anche loro, ma che ebbero un incidente quindi arrivarono in ritardo, lui subito ci stoppò dicendo che fu una pessima

esibizione, quando a me personalmente piacque, ma lui continuava a dire che fu penosa.

Ci ha raccontato anche che dopo sarebbero andati a casa in Finlandia, poi sarebbero ripartiti per la Romania successivamente per la Germania, e solo dopo queste date sarebbero tornati in patria per registrare un nuovo album più black del balck stesso. Insomma aspettiamo.

È stato strano averlo li vicino parlarci, scambiarsi opinioni, rideva di gusto alla proposta di un fan di usare la foto di una mano che fa il gesto “Italian” in copertina, sottolineava come in italiano si sarebbe chiamato Michele (bestemmia pesante) Luttinen.

Insomma una serata molto, ma molto particolare, divertente dissacrante, quasi ci si sentiva in un’altra dimensione. Un’esperienza che mi lascia ancora incredula per quello che è accaduto. In sostanza sono dei zuzzerelloni che giocano a fare quello che fanno.

 

 

 

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