Ilva, Tramonte (FI): “Con l’Ilva si muore, e senza pure”

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MASSAFRA – Si inserisce quest’oggi, nel merito degli ultimi avvenimenti inerenti lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, la voce del dott. Antonio Tramonte, medico e Commissario cittadino della sezione di Forza Italia a Massafra (TA).

Per il rappresentante del partito di Centro destra questi ultimi fatti rappresentano una sconfitta di un “territorio che paga il caro prezzo di lunghi anni senza una programmazione di sviluppo” per l’impianto di Taranto. La città e la sua intera provincia “hanno solo rappresentato in tutti questi anni, il serbatoio per interessi di terzi. Speculando sulla necessità delle famiglie di avere un lavoro quando invece il lavoro dovrebbe essere, in un Paese civile , un diritto non da elemosinare”.

Per l’esponente di FI Massafra, la vicenda si è trasformata “paradossalmente, una guerra di ricorsi. Una infinità escalation di accuse e di insulti. Questo basta per far comprendere che alla fine chi ne viene fuori sconfitto non è questo o quell’altro partito o politico di turno. Ma tutti noi. Noi cittadini di questa terra. Non si può minimizzare il tutto, da che parte si è? Se applaudire o sbeffeggiare questo o quell’altro politico”.

Il Dott. Tramonte e l’Avv.
Giovinazzi di FI Massafra

“E’ tempo – dichiara Tramonte – di smetterla. Di slogan la gente è veramente stanca. Non si tratta di offendere il pensiero o le dichiarazioni del politico di turno. Chi copre ruoli istituzionali importanti deve necessariamente prendere una decisione che di certo non sono decisioni semplici e tanto meno, voglio pensare in buona fede, “ad personam”. Sono comunque espressione della volontà di una parte della cittadinanza. Condivisibile o no, è cosi. Prova ne è la pluriframmentazione a cui si assiste ovunque ed ormai da tempo.

Per il commissario cittadino FI è fondamentale capire quello che si vuole fare in merito all’Ilva. Si tratta di “farsi avanti, ascoltare e poter proporre se si ha un idea. Altrimenti conviene stare zitti. Si farebbe sicuramente più bella figura”.

Lo stesso sindaco di Taranto, Melucci, ha definito una ipotetica chiusura dell’Ilva come un “periodo doloroso per i tarantini”, con uno sguardo alle conseguenza sul futuro prossimo che non fa presagire “nulla di buono”, né per Taranto né per l’intera provincia.

Ma è anche vero che “se invece l’Ilva continua ad esistere il futuro non sembra cambiare comunque”.

“Cosa penso?” si chiede retoricamente il dott. Tramonte che da medico dichiara di assumersi le responsabilità di ciò che dice. “Penso che si vuole dare l’impressione di essere giunti in un vicolo cieco, dove solo qui a Taranto, il diritto al lavoro cozza drasticamente e maledettamente con il sacrosanto diritto di non ammalarsi. In un territorio dove, dulcis in fundo, manca completamente una rete sanitaria degna di essere chiamata tale”.

La sezione di Forza Italia di Massafra nella voce del suo commissario cittadino chiede e pretende a voce alta che “tutte le istituzioni politiche a partire dal Ministro Calenda o chi per Lui, al nostro Presidente della Regione Emiliano, a tutti i Sindaci della nostra provincia, con le forze sindacali ed ambietaliste abbiano l’umiltà di sedersi “in conclave” e con alto senso di responsabilità prendano in tempi strettissimi una immediata decisione sulle sorti – non dell’ILVA – ma di noi tutti”.

Nel suo discorso il medico massafrese dichiara che se si vuole continuare a produrre acciaio, lo si deve fare “nel modo più ecocompatibile possibile”. “Poco importa – prosegue – se questo comporta ingenti risorse economiche da investire. In oltre mezzo secolo di attività credo che sia giunta l’ora che Taranto e tutta la sua provincia abbiano il diritto di vedersi riconosciuto quello che non gli è stato mai dato. Rispetto e dignità. Rispetto e dignità in un territorio ormai da decenni massacrato e martoriato”.

Tenendo poi a precisare che poco importa essere dalla parte di un politico invece di un altro, data la posta in gioco, che in questo contingente è altissima. “Qui si tratta di restituire dignità. Si tratta di vedersi riconosciuti il diritto di lavorare, il diritto di non ammalarsi per il lavoro e ancora di più il diritto di farsi curare qui a Taranto – ma questo è un altro argomento”.

“Non è cosa da poco. Qui i giochi di potere non devono entrarci. O meglio non deve essere solo una gara al potere”.

Per cui l’invito del commissario cittadino Tramonte a “sedersi” e trovare “serie e valide” soluzioni al costo anche di “pesanti investimenti. Altrimenti abbiate umiltà e senso di responsabilità: alzatevi da quella poltrona”. Concludendo che “questa, sarebbe la vera e la grande vittoria. La vittoria di tutti. Sarebbe la vittoria della nostra terra”.

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