Il vino si acquista online: com’è cambiato il mercato del vino con la pandemia

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Dalla fine del 2019 a oggi, la pandemia ha sorpreso il mondo intero portando, tra le altre conseguenze, alla chiusura di bar, ristoranti ed enoteche. Il modo di bere vino degli italiani, abitudine trasferitasi necessariamente nelle case, ha subito inevitabilmente dei cambiamenti. Largo spazio, quindi, alle bottiglie di vino acquistate al supermercato, ma soprattutto negli e-commerce e nelle enoteche online, come Svinando.

E-commerce del vino in Italia: i cambiamenti dettati dalla pandemia

Secondo i dati dell’Osservatorio Wine Monitor di Nomisma, prima del 2020 lo sviluppo dell’e-commerce del vino aveva nel nostro Paese un ruolo marginale. Analizzando le vendite di vino dei cinque anni precedenti, si notava come il fatturato dei rivenditori più importanti crescesse a un tasso medio del 30%. La percentuale di per sé non era bassa, ma le cifre di cui si parlava erano ridotte.

La pandemia da Covid-19 ha cambiato molte abitudini, tra queste l’impossibilità di partecipare a feste e momenti conviviali, che ha compromesso il consumo di bottiglie di vino, facendo registrare nei primi mesi dell’anno una perdita pari a 2 miliardi di euro.

D’altro canto, però, il 2020 ha portato a un raddoppio del fatturato del settore enologico: il mercato online è esploso, generando un +435% per le piattaforme online specializzate. Gli investimenti nel digital dei maggiori produttori di vino sono aumentati del 55,8%, a fronte di un calo del 14,3% degli investimenti complessivi e del 13,4% della spesa pubblicitaria.

La svolta digital come chiave del successo

Le temporanee chiusure di esercizi pubblici destinati al consumo di alimenti e bevande, nonché la sospensione di fiere e grandi eventi hanno comportato un cambiamento dei canali di distribuzione. Naturalmente, di questo boom ha beneficiato soprattutto chi era già presente su questi canali.

Il 2020 si può quindi considerare uno spartiacque per il settore vitivinicolo, con un aumento di percentuali a doppia cifra circa la digitalizzazione delle vendite. Il Covid ha indissolubilmente trasformato il mondo del vino e la svolta digital ha portato a un aumento delle vendite online (dal 55% all’85%), nonché all’incremento di nuove proposte di wine experience, come le degustazioni a distanza (dal 16% all’85%).

Vendita online ed export: la necessità di investire

Per gli addetti ai lavori del settore enologico, in tal senso, continuare a investire nelle strategie digitali per restare competitivi, soprattutto sui mercati esteri, è cruciale. Non a caso, il numero di buyer internazionali alla ricerca di vini italiani è cresciuto notevolmente.

Nel commercio internazionale di vino l’Italia gioca da sempre un ruolo da protagonista, in quanto secondo esportatore mondiale (6,2 miliardi di euro di export nel 2018) dopo la Francia. Grazie a tali trend il vino italiano, in particolare lo spumante, ha conquistato gran parte dei mercati mondiali. Nell’ultimo anno, però, l’andamento delle esportazioni ha risentito sensibilmente delle restrizioni sugli spostamenti e delle chiusure dei canali dell’ospitalità per il contenimento del virus.

La chiave del successo, dunque, risulta essere la presenza online e offline sul mercato, in perfetto equilibrio, che rappresenta un vero e proprio salvagente in caso di cedimento di uno o dell’altro canale.