Il veleno di Putin – l’ha fatto di nuovo, questa volta è toccata ad Aleksei Naval’nyj

Dal 2003 si susseguono episodi misteriosi contro chi contesta il governo di Vladimir Putin. Dalla giornalista Anna Politikovskaja fino al leader dell'opposizione Aleksei Naval'nyj

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il veleno di Putin

Ancora una volta il veleno di Putin è entrato in azione. In Russia chi contesta il presidente Vladimir Putin riceve un trattamento speciale dal KGB. Chi contesta il Cremlino rischia di essere vittima di misteriosi episodi, fino all’avvelenamento. Molti sono stati vittime di questi episodi, dalla giornalista Anna Politkovskaja al leader dell’opposizione Aleksei Naval’nyj.

Il veleno di Putin

E’ successo di nuovo. In Russia è stato avvelenato un altro oppositore del governo di Vladimir Putin. Dal 2003 si assiste ad episodi misteriosi contro chi contesta il Cremlino. La lista degli oppositori morti è lunga.

Il 1° settembre 2004, ad esempio, venne presumibilmente avvelenata su un aereo la giornalista del Novaya Gazeta Anna Politkovskaja. Quest’ultima denunciava la repressione in Cecenia dei diritti umani, e doveva mediare sulla crisi degli ostaggi a Beslam. Dopo aver bevuto un tè, la Politkovskaja si era sentita male sul volo per la Cecenia. Nonostante sopravvisse all’attentato, non riuscì a partecipare alla mediazione.

Meno di due anni dopo, però, il 7 ottobre 2006, il giorno del compleanno di Putin, la giornalista venne trovata morta nell’ascensore del suo palazzo a Mosca. Accanto al cadavere vi erano un pistola Makarov Pm e quattro bossoli, uno dei quali aveva colpito a morte la donna.

Quell’anno non fu questo l’unico crimine commesso forse dal governo russo. Infatti, il 23 novembre 2006, Alexander Litvinenko morì a seguito di un avvelenamento da polonio 210. Prima di morire, aveva accusato Putin di essere il mandante dell’omicidio di Anna Politikovskaja.

Un altro fu il misterioso omicidio di Boris Berezovskij, avvenuto a Londra il 23 marzo 2013. L’uomo era un ingegnere diventato miliardo nel periodo post-sovietico ed era fuggito nel Regno Unito nel 2000. Infatti, quando Putin aveva preso il potere, lo condannò ingiustamente per frode e appropriazione indebita, tanto che gli sequestrò il patrimonio.

Altri avvelenati in Russia

Nel 2004 il candidato filo-occidentale in Ucraina, Viktor Juscenko incominciò a soffrire di una misteriosa patologia con pesanti eruzioni cutanee. Vari tossicologici gli diagnosticarono presenza di diossina nel sangue 6 mila volte superiore alla normalità. Dopo l’identificazione della diossina, Jescenko fece richiesta di informazioni a tutti i laboratori del mondo. Gli risposero tutti, tranne quello russo.

Un altro caso di avvelenamento fu quello di Sergej Viktorovic Skripal’, ex colonnello dei servizi segreti russi condannato per alto tradimento, scappato nel Regno Unito nel 2010. Il 4 marzo del 2018, a Salisbury, lui e sua figlia Julija furono vittime di un avvelenamento doloso da gas nervino, una sostanza detta Novicok.


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L’amore leggendario di Putin e del KGB per il veleno

I servizi segreti dell’era sovietica hanno una lunga tradizione di metodi “tossici” per uccidere di nascosto le persone. L’omicidio più eclatante avvenne nel Regno Unito negli anni Settanta, con un ombrello avvelenato.

Questi metodi di assassinio si svilupparono in un laboratorio segreto del KGB. Quando salì al potere Boris Eltsin, il primo presidente dell’era post-sovietica, si mise fuori uso il laboratorio come gesto di conciliazione con l’Occidente.

Tuttavia, il suo successore Vladimir Putin, come suo primo atto da Presidente, ha riattivato il laboratorio. All’inizio del 2000, quando Putin prese il potere, vi fu subito la prima vittima. Fu la volta dell’ex sindaco di San Pietroburgo, Anatoliy Sobchak. Dopodiché la lista di morti e avvelenamenti si allungò.

Lo scrittore Shenderovich ha dichiarato: “La Russia è uno Stato di polizia, con tutte le conseguenze che ne derivano. Il livello di violenza di Stato crescerà. Putin e soci si sono trovati molto tempo fa in uno squallido angolo di illegittimità e semplicemente non hanno un programma oltre alla loro guerra in corso col mondo, una parata per i loro sudditi e un massacro per coloro che sono in disaccordo”.