Il Vaticano: una storia bellissima e imperfetta

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città del vaticano

Siamo nel 1929, ventennio fascista, in questo periodo storico vengono firmati i Patti Lateranensi e la conseguente nascita dello Stato di Città del Vaticano che comprende: la Basilica di San Pietro con la piazza circostante, i Palazzi Vaticani, i Giardini ed altri edifici adiacenti. Il Vaticano occupa una superficie di 0,44 km², ed è lo stato più piccolo del mondo e, di conseguenza, il meno popoloso del pianeta.

Pio Xi

La storia

Il 7 giugno di questo stesso anno, Pio XI emana la legge che istituisce ufficialmente il nuovo Stato – una monarchia assoluta elettiva – dove il potere esecutivo, legislativo e giudiziario, è affidato totalmente al pontefice e solo il collegio cardinalizio, riunito in conclave, può eleggere il Papa. Inoltre vengono definiti anche i simboli nazionali: la bandiera – “drappo partito di giallo e bianco, col bianco caricato al centro delle Chiavi incrociate sormontate del Triregno” – e l’inno e Marcia Pontificale composto da Charles Gounod.

I fedeli al Vaticano

La Città del Vaticano, oltre ad avere un importante ruolo a livello internazionale, è membro dell’OSCEOrganizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa – e osservatore permanente all’ONU e alla FAO. Pur non avendola mai applicata, nella Città del Vaticano fino al 1967 era prevista la pena di morte, una legge abolita in quello stesso anno da Papa Paolo VI e cancellata da Giovanni Paolo II nel 2001.

Il Vaticano è guida per numerosissimi fedeli in tutto il mondo, ma anche centro di numerosi dibattiti. Le scelte nel corso degli anni, gli “errori” commessi nella sua storia, l’hanno resa contestabile sotto molti punti di vista. Oggi si tende molto spesso a dissociare il Vaticano, inteso come istituzione, dalla fede cattolica. Una percentuale alta di persone si ritiene “credente ma non praticante”, poiché non condivide molti aspetti. La posizione della Chiesa sull’aborto, sulle coppie di fatto, sul divorzio crea molte divisioni e polemiche.

Quanto sei contestabile Chiesa…

<<Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compresso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porte della mia anima, quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.

No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei? A costruirne un’altra?
Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò, sarà la mia Chiesa, non più quella di Cristo.
Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri. L’altro ieri un amico ha scritto una lettera ad un giornale: “Lascio la Chiesa perché, con la sua compromissione con i ricchi, non è più credibile”. Mi fa pena!
[….]

La Chiesa ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all’ultimo, di soli peccatori, e che peccatori!
Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede.
Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
Parla della dolcezza dei Maestro, della sua non-violenza, nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e torturare eresiarchi.
Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa’ che cercare denaro e alleanze con i potenti>>.

[…]

Carlo Carretto

Il testo, scritto da Carlo Carretto – religioso italiano della congregazione cattolica dei Piccoli Fratelli del Vangelo – descrive pienamente la visione umana sulla Chiesa; le perplessità e le delusioni di ogni cristiano (e non) nei confronti di un’istituzione che, secondo il messaggio che professa, dovrebbe essere impeccabile, a immagine del Cristo. Accettarne le sue imperfezioni, come Carlo Carretto suggerisce, è l’unico modo per amare una Chiesa così contestabile e così imperfetta.

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