Il Vaticano nella “white list” del ministero del Tesoro per lo scambio di informazioni fiscali

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 23 marzo scorso sull’aggiornamento dell’elenco dei Paesi che accettano lo scambio di informazioni in materia fiscale con il ministero delle Finanze italiano, per la prima volta la Santa Sede entra nella “white list”. E con questa scelta di trasparenza il Vaticano avrà il vantaggio della mancata applicazione di imposte su redditi di natura finanziaria percepiti dai residenti, misura prevista dal decreto del Tesoro ai Paesi che consentono lo scambio di informazioni.

L’accordo prevede inoltre che i dipendenti e le istituzioni religiose vaticane con sede in Italia debbano pagare le tasse, una cedolare secca del 20% sugli interessi da capitale, al nostro Paese sui propri conti allo Ior.

Il portavoce di Papa Francesco, Greg Burke commenta così: «È una conferma che il processo di riforma va avanti: siamo un Paese collaborativo e trasparente dal punto di vista delle informazioni ai fini fiscali. Con questo atto – continua – di rafforzano ulteriormente i già ottimi rapporti tra i nostri Paesi».

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