Il Vaticano: da paradiso fiscale a campione di trasparenza?

Il Vaticano di annovera tra le giurisdizioni con i migliori parametri internazionali di trasparenza delle attività economiche.

0
936
Il Vaticano

Il Vaticano è sulla strada giusta circa la normativa in materia di sicurezza finanziaria e di verifica dei clienti. E si annovera, quindi, tra le giurisdizioni con i migliori parametri internazionali di trasparenza delle attività economiche. E’ quanto pubblicato nei giorni scorsi sul sito dell’Internal Revenue Service. Il servizio di riscossione delle tasse federali degli States.

Il Vaticano da paradiso fiscale a campione di trasparenza?

Nel rapporto pertanto, si legge che la normativa vaticana per la raccolta dei requisiti del cliente è conforme agli standard americani. Del sistema antiriciclaggio. Una svolta dunque. Frutto di una delle tante riforme messe in atto da Papa Francesco. In seguito all’input delle inchieste relative ai flussi finanziari e ai traffici di denaro. All’interno delle Mura Leonine. Che ha portato, poi, l’amministrazione nominata dal Pontefice, alla scoperta di migliaia di conti non giustificati. E a grossi trasferimenti di denaro. Nonchè, a smantellare il fenomeno del riciclaggio di denaro sporco. Che avveniva attraverso le ingenti donazioni alle confraternite cristiane. E tramite investimenti nelle banche vaticane. Da parte delle cosche mafiose. Insomma nella migliore delle ipotesi la città del Vaticano era un paradiso fiscale. In quella peggiore, un rifugio per le operazioni di gang criminali.


Leggi anche – Diritto penale canonico: la riforma di Papa Francesco


Trasparenza finanziaria

Papa Francesco, forte della volontà di riformare la Chiesa Cattolica per renderla più trasparente e meno incline alle dinamiche che l’hanno portata ad infiltrarsi nelle altre istituzioni ridisegna nuovi assetti istituzionali. Con nuove leggi. Nell’allegato specifico dedicato alla Santa Sede e allo Stato della Città del Vaticano vengono citate esplicitamente le norme e i regolamenti che disciplinano la raccolta della documentazione necessaria. Per confermare l’identità dei titolari dei conti. La Legge n. XVIII dell’8 ottobre 2013, come modificata dalla Legge n. CCXLVII del 19 giugno 2018 e dal Decreto n. CCCLXXII del 9 ottobre 2020 (“Legge sulla trasparenza”). Sono poi citati l’articolo 421 bis del Codice penale, come modificato dall’art. 5 del Decreto CCCXXIX, del 1° ottobre 2019, sul riciclaggio, e il Regolamento n. 4 dell’Autorità di Vigilanza e Informazione Finanziaria.