Il valore affettivo: un romanzo complesso e psicologico

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Il valore affettivo

Ieri ha avuto inizio l’anteprima del Festival Buon Vivere, che si svolgerà dal 9 al 19 settembre. Mentre l’anteprima si concluderà il 30 aprile. In cosa consiste però questa anteprima? Nella presentazione di vari libri, tutti legati al tema del “Plurale femminile“. Ieri, alle 18:30, ha avuto infatti luogo la presentazione del romanzo “Il valore affettivo” di Nicoletta Verna.

Di cosa tratta “Il valore affettivo“?

La trama del romanzo è molto complessa a livello di struttura. Innanzitutto si basa sue due livelli temporali. Quello dell’infanzia e quello dell’età adulta. Protagonista è Bianca, una donna dal passato turbolento e che fatica a liberarsi dei propri fantasmi. La sua vita è segnata dalla morte improvvisa di sua sorella, Stella. Avvenuta quando Bianca era solo una bambina. Ed è proprio lei ad affermare, agli inizi del libro, di conoscere la verità sulla morte di Stella. Verità che verrà fuori solo nel corso del romanzo. Inevitabilmente la tragedia colpisce la famiglia, distruggendola. La madre di Bianca cade in una profonda depressione, mentre suo padre se ne va via, abbandonando entrambe. Crescendo, Bianca comincerà a cercare di attuare un piano folle. Con l’obiettivo di riportare in vita sua sorella Stella. Un piano che la porterà però a scoprire nuovi dettagli a cui nessuno ha mai prestato attenzione.


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La presentazione

La presentazione avvenuta ieri ha fornito qualche informazione in più sul libro. In primo luogo, sul tema principale de “Il valore affettivo“. Ossia quello del senso di colpa patologico. Quel senso di colpa che spinge le persone a credersi colpevoli di qualcosa più grande di loro. Che può sfociare dunque in una serie di pensieri intrusivi. Un altro punto emerso dalla presentazione è invece quella legata alla caratterizzazione di Bianca. Il personaggio è presentato come un ossimoro e un paradosso fatto persona. A partire dal suo stesso nome che indica luce e purezza, quando lei è invece una persona molto cupa. Passando poi per la sua mania di controllo sugli oggetti. Che la porta a sezionarli, catalogarli, a controllare la loro fine. “Il valore affettivo” dimostra di essere un romanzo complesso e che presta attenzione alla caratterizzazione dei propri personaggi.

Il valore affettivo” e il significato del titolo

Qual è il motivo dietro la scelta del titolo? Verna ha risposto a questa domanda. “Il valore affettivo” nasconde due significati. Il primo riguarda il fatto che nella società odierna tutto ha un valore, anche lo stesso affetto. Durante la presentazione, si è fatto cenno al legame verso alcuni oggetti regalati da persone care. Si comincia così a riversare il proprio affetto sull’oggetto, anche se quest’ultimo è inanimato. La protagonista del romanzo è consapevole di questo paradosso. Mentre il secondo significato si basa sull’idea di consumismo e materialismo. Bianca stessa si può definire una persona materialista, ma lo è perché la società stessa si può definire così. Come già accennato, Bianca si sente attratta dagli oggetti e percepisce di poterli controllare. E ciò riesce ad appagarla in un certo senso.

Un esordio che lascia il segno

Il valore affettivo” è il romanzo d’esordio di Nicoletta Verna. Un romanzo che le è costato molto impegno, come ha affermato la stessa autrice durante la presentazione. Candidato due volte al Premio Calvino, il romanzo è arrivato tra i finalisti la seconda volta. Tra le due edizioni Verna ha ammesso di aver revisionato il testo, cercando di darvi una struttura narrativa più coerente e aggiungendo anche nuovi personaggi. Un lavoro che ha portato a ottimi risultati, come si può ben notare dal successo del romanzo. Un esordio non indifferente, dunque, e che ha permesso di far conoscere ai lettori una scrittrice eccezionale.

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