Il Trovatore: Sold Out al Teatro Comunale di Bologna

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Il Trovatore, tra drammaticità ed emozioni

Al teatro comunale di Bologna la messa in scena del sorprendente “Trovatore” di Giuseppe Verdi. Opera ricca di pathos e drammaticità.

«Deserto sulla terra,
col rio destino in guerra,
è sola speme un cor
al trovator!»

La trama- tra amore e dilemmi familiari

Un esperienza sensazionale vissuta al teatro comunale di Bologna. Il teatro pieno di gente. La storia è tratta dal dramma “El Trovador” di Antonio Guarcìa Gutièrrez. Verdi, in collaborazione con Leone Emanuele Bardare approdò modifiche all’opera, inserendo il Cantabile di Luna e Quello di Leonora. Lo stesso Verdi, abbreviò le fasi finali dell’opera.

La scena prende vita nel castello di Aljaferìa dove Fernando, capitano delle guardie, racconta ai suoi minori la vicenda del figlio del Conte Luna rapito da una Zingara e bruciato sul rogo dalla stessa, con l’intento di vendicare la propria madre giustiziata con l’accusa di maleficio. Si mescola alla vicenda la storia di Leonora, tanto amata dal Conte Luna ma innamorata di Manrico (Il trovatore). Tra follie amorose e struggenti, i contendenti di Leonora si ritrovano a duellare e uno di loro rimane ferito. (Manrico).

Leonora distrutta, amareggiata prova a fare qualsiasi cosa per evitare che l’amato muoia; La donna fa credere al conte di donarle il suo amore in cambio della salvezza di Manrico mentre organizza un matrimonio segreto con quest’ultimo. Nel frattempo la madre di Manrico, Azucena, viene rapita dal conte Luna, e suo figlio, nel tentativo di salvarla, cade nella sua stessa trappola. Leonora si suicida bevendo un veleno contenuto in un anello. E mentre il Conte Luna Uccide Manrico, Azucena, svela il segreto tanto atteso: Manrico è il fratello minore del Conte. Il fratello creduto morto, rapito dalla zingara. Il tutto termina con tanta tragicità e melanconia.

Il significato dell’opera

Il lavoro strutturale è costruito in quattro blocchi simmetrici, quattro atti, e ogni atto è composto da due parti dove le azioni, le emozioni, i luoghi e il tempo si riflettono a vicenda. Quattro parti, quattro titoli in cui Verdi riesce a esplicare ogni conflitto contorto che costituisce l’opera. Verdi è famoso per le sue relazioni triangolari. Per le “tragedie familiari”. Proprio per questo si denota quanto quest’opera sia sorprendentemente contemporanea. Un uomo tra due donne, una donna tra due uomini. Cosa c’è di più moderno di un triangolo amoroso tale? Leonora desiderata da due uomini. Uno perfetto, ricco, ma senza ritegno (il Conte) ; L’altro di buon cuore e tanto umile. Proprio per questo l’opera è ancora così famosa. Così seguita e richiesta. Con nessun’altra delle sue opere : <<neppure con il Nabucco Verdi toccò così rapidamente il cuore del suo pubblico!>>. Sincere parole di Robert Wilson.

24-01-2019

Un atmosfera pacata e silenziosa si percepiva al teatro Comunale di Bologna. Ispirata da cartoline Vintage e popolata da gente comune che ancora oggi, si diletta di arte, gente del <<diciannovesimo secolo, gente che Verdi avrebbe visto in città nei paesi limitrofi>> afferma Robert Wilson. Un uomo anziano seduto, una vecchia signora alla fontana, una giovane ragazza che spinge una carrozzina, un’umile balia pronta a servire e rincuorare la sua dama, due uomini che si contendono la stessa donna. Donna: L’oggetto del desiderio irraggiungibile. Tutto ciò produce pathos, melanconia e curiosità. Queste figure silenziose vivono in un altro mondo, un mondo di ricordi. Raramente essi interagiscono tra di loro. Non c’è contatto. L’atmosfera è fredda. Cupa. Gelida. I colori prevalenti sono il grigio, il blu, il color ghiaccio, e il nero. Nero della melanconia. Del dramma. Del delitto. Del dolore.

<<Un esperienza sensazionale, piena di intrecci e cupidigia. Sono davvero felice che il mondo contemporaneo dia spazio alla cultura. Grazie ai giovani il vecchio non viene distrutto. Rimane nel cuore delle città, e nella cultura di noi uomini. >>

I PERSONAGGI E GLI INTERPRETI

  • Il Conte Luna : Dario Solari
  • Leonora : Guanqun Yu
  • Azucena: Nino Surguladze
  • Manrico: Riccardo Massi
  • Ferrando:Marco Spotti
  • Ines : Tonia Langella
  • Vecchio Zingaro : Nicolò Donini
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