Il Trafficante d’Amore

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Una premessa

Difficilmente si parla di scrittura, nel quotidiano vivere. Perlomeno di scrittura vera e propria, quella che prende in mano la penna e che, fra le pagine di un diario, poi diventa un libro. Difficilmente si parla di scrittura, certo. Se non di quella fatta dalle solite letterine veloci-veloci, accompagnate dal ticchettio delle dita sulla tastiera. Frasi brevi, post fugaci, “notizie-random” che appaiono improvvisamente su internet o sui bordi della nostra pagina di lettura: questi sono i caratteristici “scritti di oggi”.

Con ciò, non significa che non ci siano al mondo autori contemporanei di valore e che molti di questi non siano in Italia, di cui molti magari pure molto giovani o altrettanto sconosciuti.  

Ecco che è normale il nascere del quesito: “ma quindi dove si trovano questi nuovi testi?”

Le nuove scritture, come la nuova musica, la nuova arte, la nuova poesia o altro, di solito scivolano sottili ai margini di ciò che è il bombardamento pubblicitario. Appaiono ogni tanto, ovviamente anche e soprattutto attraverso il web. Cercano di farsi strada. E forse è il loro linguaggio che colonizzerà, a poco a poco, una rinascita artistica. Come dei canali sottili ma dall’acqua limpida e veloce, queste opere, questi autori, riempiranno man mano il mare delle nuove idee.

Dopotutto, ci troviamo in un’ ennesima epoca di trasformazione comunicativa, ove i mezzi digitali si impongono sempre più in maniera prepotente, tanto da rendere necessaria questa cavalcata senza precedenti. Si spera solo di essere in grado di tenersi forte alla criniera della “bestia” e saperne fare una compagna di viaggio addestrata.

Dagli autori al trafficante

L’Italia può vantare un’ottima tradizione letteraria. I nostri autori hanno nutrito la cultura di tutto il mondo. Hanno tenuto la penna in mano. E la penna con la P maiuscola. E’ ora compito degli autori odierni conservare questa  capacità. Culturale, sì. Ma direi anche incredibilmente comunicativa.

Se apriamo un libro moderno, si rispecchiano immediatamente le luci e le ombre della nostra società. La lettura degli autori contemporanei, anche di quelli meno conosciuti, è un modo per comprendere cosa ribolle sotto la pelle della nostra generazione. Una generazione di immagini, di suoni, di stimoli visivi continui, tanto da apparire stancanti. Una generazione che segue il flusso della macchina del capitalismo, tutta immersa nella produzione-sopravvivenza-tenuta dell’immagine e nell’appiattimento del ritmo naturale che si sposa fra Natura e cuore.

Arriviamo al punto

Il punto è questo: che fine ha fatto il sensoriale?

Il senso. Il senso non della vita inteso come significato ma i sensi che ci permettono di percepire gli altri e l’ambiente circostante. I fantastici cinque sensi, che tanto affascinano e forse ancor oggi parecchio spaventano. Quelli così atavici, primitivi e insiti in noi da poter essere difficilmente controllabili.

Ecco che, seguendo il filo della ricerca dei sensi, godereccio diventa prendere fra le mani un libro cartaceo, guardarne l’arancione copertina col mare di sfondo, assaggiarne la sensazione, scorrere velocemente il dito fra le pagine sollevando il profumo della cellulosa. E godereccio diventa anche lasciar cadere i propri sensi in un libro che proprio dei sensi parla: Il Trafficante d’Amore.

Il libro

Nato dalla penna a inchiostro su un diario e trasferito sul web e ora su Amazon, Il Trafficante porta un sottotitolo che è tutto un programma: “conoscere i sensi per trovare un senso”.

Cosa c’è di meglio di una lettura fresca, nuova, sconosciuta, leggera, da portarsi in tasca e da leggere nelle pause, fra una brioches e un lavoro di ufficio? Immergersi nei cinque sensi con leggerezza è forse qualcosa che, da un po’ di tempo, mancava. Delle letture brevi dedicate a una passionalità pura, da poter leggere ovunque, sono poco facili da trovare.  Di solito si cade nei romanzi rosa, nell’eccesso di sdolcinatezza o nella già trita e ritrita “commedia all’italiana”.

E invece Il Trafficante d’Amore è qualcosa di diverso. E’ una lettura che non segue sicuramente i canoni e l’imponenza tecnica dei grandi scrittori. Si tratta di una scrittura soft, sì. Ma proprio per questo è così indicata per dare una pausa alla mente e, oserei dire, anche al cuore.

La semplicità, la leggerezza, la freschezza, unite alle sottili simbologie e alle riflessioni sul tema dell’amore, il tutto condito con una certa dose di sensualità, potrebbero essere anche una sorta di “lezione”, di insegnamento per chi prende Il Trafficante fra le mani e decide di leggerlo sino in fondo.

Ogni storia intensa lascia con sé uno strascico di consigli. Che si possono seguire o non seguire, accettare o non accettare. Inequivocabilmente però, una vicissitudine è un modo per ripescare il passato dalle acque torbide, depurarlo e ri-diffonderlo per proteggere o accendere quegli animi sensibili che sono pronti a intraprendere un particolare viaggio sensoriale.

Due parole sull’autore

Antonio Provitina è l’autore de Il Trafficante d’Amore. Nato in Sicilia il 26 Giugno del 1981, sin da piccolo ama il teatro e i viaggi, arrivando quindi a trasferirsi, crescendo, in una promettente Milano. L’arte della recitazione e l’intrattenimento lo hanno spinto ad approfondire e esercitare anche la scrittura. Scrittura riversatasi dapprima in testi di canzoni, scritture di monologhi o spettacoli o piccoli pensieri e ora apparsa nella giusta direzione: questo racconto. Qui, esperienza personale e fantasia si intrecciano, per far viaggiare lo spettatore fra le note sensuali, dolci e nel contempo spirituali di un viaggio sentimentale unico.

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