Il Texas torna nel 1925: stop all’aborto

In Ohio negato l’aborto ad una bambina di 10 anni

0
340
Il Texas torna nel 1925:

Il Texas torna nel 1925 dopo che la Corte Suprema ha autorizzato l’entrata in vigore una legge di quell’anno che vieta l’aborto. Nel mentre, in Ohio, le autorità vietano l’aborto ad una bambina di 10 anni vittima di abusi.

Il Texas torna nel 1925: cos’è successo?

La Corte Suprema del Texas ha autorizzato l’entrata in vigore di una legge del 1925 che vieta l’aborto e punisce chi lo pratica con il carcere, ribaltando la sentenza di una Corte inferiore che l’aveva temporaneamente bloccata. “Una vittoria pro-vita. I nostri provvedimenti statali pre-Roe che vietano l’aborto in Texas sono buone leggi al 100%. La controversia legale va avanti ma io continuerò a vincere per i bambini nati in Texas”, ha affermato il procuratore generale del Texas, Ken Paxton.

Dopo la sentenza, le cliniche hanno annunciato che stanno chiudendo i servizi per l’aborto. Amy Hagstrom Miller, presidente di Whole Woman’s Health, ha affermato che la sentenza ha forzato la fine degli aborti nelle sue quattro cliniche del Texas. Ha inoltre detto che i lavoratori stanno chiudendo le operazioni di aborto e hanno “conversazioni strazianti” con donne i cui appuntamenti sono cancellati.

Negato l’aborto ad una bambina di 10 anni

Intanto, in Ohio è stato negato l’aborto ad una bambina di 10 anni. Secondo quanto riferito dall’Indianapolis Star, un medico che si occupa di abusi sui bambini ha contattato la dottoressa Caitlin Bernard, un ostetrica-ginecologo dell’Indiana, dopo aver ricevuto una paziente di 10 anni che era incinta di sei settimane e tre giorni. La paziente si sta ora dirigendo a ovest, nell’Indiana, dato che un divieto di aborto in Ohio, che vieta la procedura medica all’inizio dell’attività cardiaca fetale, circa sei settimane, è diventato effettivo rapidamente dopo che la Corte Suprema ha emesso la sua decisione.

Nei paesi dove l’aborto è illegale il numero di aborti non cambia

Le donne americane sono costrette a tornare indietro nel tempo e lottare ancora per i loro diritti. Ma nei paesi dove l’aborto è illegale sono eseguite davvero meno interruzioni di gravidanza? Secondo i dati e le statistiche ufficiali raccolte nei singoli Paesi pubblicati sulla rivista Lancet, vietare l’aborto legale non riduce il numero di aborti. Se si prende in considerazione la variabile del reddito del Paese, i numeri di aborti sono quattro volte più alti nei Paesi a basso reddito in cui l’aborto è vietato rispetto a quelli ad alto reddito in cui è ampiamente legale.

I dati mostrano che, in generale, nei Paesi in cui l’aborto è legale il tasso medio di interruzione di gravidanza è diminuito del 43%. Invece, nei Paesi con forti restrizioni è aumentato di circa il 12%. Se la scelta di vietare l’aborto viene fatta come scelta per tutelare la vita, i dati mostrano dunque che ciò potrebbe non rivelarsi una scelta ottimale. Vietare l’interruzione di gravidanza comporta infatti un aumento della mortalità materna, sia delle donne che ricorrono ad aborti non sicuri sia di quelle che sviluppano complicazioni durante la gravidanza.


Leggi anche: Proteste per l’aborto: cresce la tensione negli USA