La riforma sanitaria simbolo dell’amministrazione dell’ex presidente Obama è stata dichiarata incostituzionale da Reed O’Connor, giudice federale degli Stati Uniti in Texas.

In seguito al ricorso di una ventina di governatori e ministri della giustizia di stati repubblicani, il giudice ha sancito l’incostituzionalità del cosiddetto mandato individuale, ovvero la misura che impone ad ogni cittadino la detenzione di un’assicurazione sanitaria, pena la multa.

Questa decisione, tuttavia, deve esser vista in rapporto alla nuova legislazione fiscale introdotta da Trump nel 2017, che elimina gli sgravi fiscali e le altre facilitazioni previste dall’Obamacare che, seppur in maniera contenuta, aiutavano le famiglie a pagare l’assistenza sanitaria.

L’ Affordable Care Act, firmato dall’ex presidente Obama il 25 marzo del 2010, ha come obiettivo quello di ampliare la copertura sanitaria offerta ai cittadini, in un sistema che, come tutti sanno, è prevalentemente di natura privata.

La riforma prevedeva dunque:

  • maggiori incentivi fiscali per chi acquista una polizza sanitaria, e multe per chi non lo fa;                                                                                        
  • il divieto per le compagnie assicurative di negare assicurazioni a chi è affetto da determinate patologie;                                                                           
  • l’obbligo per i datori di lavoro di imprese con più di 50 dipendenti di contribuire alle spese per le polizze sanitarie dei propri lavoratori;                                                                                                                                           
  • la possibilità per i giovani che vivono ancora a carico dei genitori, di usufruire della loro assicurazione;                                                                              
  • l’ampliamento della platea di chi è coperto dal programma sanitario Medicaid.

Si è stimato, dunque, che, in seguito all’adozione dell’Obamacare, 32 milioni di cittadini in più sarebbero stati tutelati dal sistema sanitario. Tuttavia questo non è bastato a rendere tale riforma esente da critiche, riprese da Trump fin dall’inizio della sua campagna elettorale per le presidenziali, tanto da far diventare l’argomento un suo cavallo di battaglia.

Fin dal suo arrivo alla Casa Bianca, ha infatti cercato in tutti i modi, tramite tentativi di riforma, l’abolizione o la sostituzione dell’Obamacare, senza però ottenere significativi risultati.

Ricevuta la notizia della decisione presa dal giudice O’Connor, il presidente Trump ha esultato su Twitter definendo la sentenza una “grande notizia per l’America”:

Tale sentenza, tuttavia, è destinata ad essere oggetto di ricorso alla Corte Suprema, in particolare da parte del Partito Democratico. Secondo Nancy Pelosi, importante esponente del partito: 
“la sentenza mostra quale è il vero scopo finale dei repubblicani, quello di portare a termine un vero assalto ai diritti dei cittadini americani a un accesso alle cure sanitarie. Questa sentenza assurda verrà immediatamente contrastata alla Corte suprema”.

Non è ancora detta, dunque, l’ultima parola, almeno fino alla decisione della Corte.

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