Il test per la diagnosi di infezione da virus 2019-nCoV – Come funziona

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È stato appena sviluppato dall’Università di Padova che fa parte della rete di laboratori europei Envid (European Network for Diagnostics of ‘Imported’ Viral Dideases), il test diagnostico per il virus 2019-nCoV.

Il risultato si ha dopo due ore e mezza il test distingue fra numerosi patogeni, inclusi i” vecchi” coronavirus, ed è stato definito dai Ricercatori, come  accuratissimo. Cosa si intende per accuratezza di un test diagnostico?

Rapidamente si può seguire lo schema sotto riportato per comprendere più facilmente quanto è riportato nel testo

  Malattia Presente Malattia Assente
Test positivo a b
Test negativo c d
  1. il test risulta positivo in chi ha la malattia (risultato vero positivo)  
  2. il test risulta positivo in chi non ha la malattia (risultato falso positivo) 
  3. il test risulta negativo in chi ha la malattia (risultato falso negativo)
  4. il test risulta negativo in chi non ha la malattia virale (risultato vero negativo)

Un test molto accurato ha pochi falsi positivi e pochi falsi negativi e il test messo a punto dai Ricercatori di Padova sembra appunto avere questa peculiarità. 

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Molta della paura, è da attribuire, in parte, alle fake news circolate sulla rete. Le regole sono sempre le stesse per limitare i contagi e sono quelle fornite dall’Oms e dalle Autorità sanitarie.

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Gli Scienziati stanno lavorando all’isolamento e al sequenziamento del virus per studiarlo meglio per mettere a punto un vaccino, quest’ultimo comunque richiederà tempi più lunghi.

È un test in biologia molecolare che riesce a distinguere poche copie virali (5 copie). Questo è molto importante per l’epidemiologia e il contenimento dell’infezione perché i campioni di pazienti sintomatici possono contenere migliaia di copie del virus, mentre quelli di persone asintomatiche, ma infette, contengono poche copie del virus.

Devo precisare che l’altissimo valore diagnostico del test, purtroppo nella pratica clinica, non ha alcun valore perché non esiste alcuna terapia specifica per il virus 2019-nCoV. Per farmi capire più facilmente porto un esempio: se in un soggetto con febbre e diarrea un medico ipotizza la presenza di un tifo addominale, attraverso la sierodiagnosi di Widal si potrà fare diagnosi di infezione di tifo addominale. Il clinico potrà prescrivere una terapia antibiotica per il malato e indicare le norme da seguire per evitare che l’infezione possa allargarsi a tutti i soggetti che vivono sotto lo stesso tetto. Nel caso dell’infezione da virus 2019-nCoV il medico potrà solo indicare le norme da seguire per evitare la diffusione dell’infezione.

Il test messo a punto nei laboratori di Padova riesce ad identificare anche persone che hanno contratto l’infezione ma sono asintomatiche. Le persone asintomatiche sono potenzialmente contagiose,  e questo è stato ampiamente discusso, ma l’Oms ha chiarito che la possibilità esiste anche se è molto rara.

Spero, in queste mie poche righe, di aver fatto capire che la diagnosi di infezione da virus 2019-nCoV, sia poco utile al Clinico mentre è fondamentale per chi sta operando per il contenimento del contaggio.    

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