Il terremoto in Umbria e nelle Marche del 26 settembre 1997

Ecco cosa successe quel 26 settembre del 1997 in Umbria e nelle Marche

0
315
Il terremoto in Umbria e nella Marche

Erano le 2:33 della notte tra il 25 e il 26 settembre 1997, quando la prima scossa di quello che si sarebbe rivelato essere un terremoto devastante, colpì l’Italia centrale, e in particolare l’Umbria e le Marche. 

I dati del terremoto

Con una magnitudo 5.5 e un’intensità pari all’ottavo grado della scala Mercalli, ebbe luogo lungo l’asse della dorsale montuosa degli Appennini, proprio tra le due regioni. La prima scossa avvenne alle 2.33 di notte con epicentro Cesi (nei pressi di Colfiorito e Serravalle del Chienti). La scossa, di magnitudo 5.8, svegliò mezza Italia centrale e causò due vittime. Due anziani morirono per il crollo della loro abitazione.

Leggi anche: Terremoto in Italia – Scoperto un legame tra scosse e anidride carbonica sotto l’Appennino Centrale

Il terremoto in Umbria e nelle Marche: la scossa più forte del mattino seguente

Alle 11:40 del mattino arrivò la scossa più forte, che andò a peggiorare la situazione disastrosa. Proprio mentre i tecnici eseguivano sopralluoghi sulle case danneggiate dal sisma della notte ed i giornalisti arrivavano nell’area dell’epicentro per documentare i danni ed intervistare gli sfollati, poco prima di mezzogiorno una nuova scossa sconvolgeva l’area. Stavolta più forte, di magnitudo 6.1, e con epicentro ad Annifo (Perugia), pochi chilometri al nord di Cesi, dove c’era stata la prima grande scossa. La nuova scossa, il cui ipocentro era ad una profondità di 10 km, diede il colpo finale a tanti edifici già danneggiati nella notte.

Terremoto in Umbria e nelle Marche

Il terremoto in Umbria e nelle Marche: le scosse dei mesi seguenti

L’Umbria e le Marche furono interessate per diversi mesi da un’incessante sequenza sismica. Migliaia di scosse si manifestarono in una ampia fascia che si estende per 50 Km tra le località di Gualdo Tadino e Nocera Umbra, a Nord, e di Sellano e Norcia, a Sud. Le scosse ripetute e frequenti danneggiarono per settimane queste regioni. Secondo i dati raccolti dalla Protezione Civile, i comuni colpiti dal sisma furono quarantotto.

Il bilancio e i danni

Il bilancio successivo vide 11 morti, 100 feriti e più di 80.000 abitazioni ed edifici danneggiati, tra cui anche la basilica di San Francesco d’Assisi.  I danni principali riguardarono proprio il patrimonio storico-artistico di cui queste regioni sono ricchissime. Tra queste, la cima del campanile della cattedrale di Foligno, la storica torre di Nocera Umbra, i musei e i teatri e il complesso francescano di Assisi. I danni più gravi si ebbero nella Basilica superiore: andò persa buona parte del suo soffitto affrescato.

Commenti