Il teatro Bolshoi in Russia riapre dopo 6 mesi di lockdown

Il teatro Bolshoi in Russia può finalmente riaprire dopo 6 mesi di lockdown, anche se la riapertura è stata un po' particolare

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teatro Bolshoi

Il teatro Bolshoi è uno dei più famosi al mondo. Finalmente, può inaugurare la sua 245esima edizione, dopo ben 6 mesi di chiusura a causa del lockdown. Tuttavia, per gli spettatori sarà un’esperienza completamente diversa.

La grande riapertura del teatro Bolshoi

Per la grande riapertura del teatro, è stato rappresentato il “Don Carlo” di Giuseppe Verdi. Gli spettatori dovevano indossare tutti la mascherina e sedersi in disparte in una sala mezza vuota.

Solo le coppie o gli amici che avevano acquistato il biglietto insieme, si sono potuti sedere vicini. Inoltre, non è permesso riempire più della metà della sala. Naturalmente c’è stato anche il consueto controllo della temperatura, allontanando coloro che l’avevano troppo alta.

Tuttavia, le aspettative e la gioia per il grande ritorno dell’opera sono state soddisfatte. Il soprano lirico austro-russo ha affermato: “Numerose persone si sono impegnate davvero tanto. Siamo molto felici ora di avere questa opportunità e il teatro si sta aprendo”.

La struttura non è “solo un teatro”, è il simbolo di tutta Mosca. La Russia è stata particolarmente colpita dal coronavirus, specialmente la sua capitale. Per questo motivo, a partire dal 17 marzo, il teatro aveva chiuso i suoi confini al pubblico. Il lockdown è costato al teatro quasi dieci milioni di euro.

Inizialmente, i dirigenti avevano previsto una chiusura di poche settimane. Con il passare del tempo e il crescere dei contagi, hanno annunciato che avrebbe riaperto il 6 settembre. E’ da poco infatti che la Russia ha cominciato ad allentare le misure più severe.

“Apriamo la stagione con grande gioia da un lato e dall’altro con cautela, perché il coronavirus non è andato da nessuna parte”, ha detto il direttore del Teatro, Vladimir Urin.

La storia del Bolshoi

Il teatro Bolshoi, sorge dalle ceneri di un altro vecchio teatro, il Petrovsky. Quest’ultima struttura era rimasta colpita da un incendio nel 1805.

Nel 1819 fu bandito il concorso per una nuova costruzione. L’architetto inizialmente scelto aveva presentato un progetto che poi risultò troppo costoso. Per questo motivo decisero che sarebbe stato Giuseppe Bove a seguire i lavori. Bove era anche conosciuto come Osip, e benché fosse figlio di italiani era effettivamente un russo a tutti gli effetti.

Nel 1825, finalmente, il Bolshoi venne inaugurato. Per l’occasione si presentò il balletto “Cenerentola” e fino al 1840, le uniche opere che potevano passare per il teatro, erano quelle russe.

Purtroppo, anche il Bolshoi fu vittima di un incendio nel 1853. Fortunatamente non venne distrutto, ma subì comunque moltissimi danni. Dopo tre anni, grazie al lavoro dell’architetto Alberto Cavos venne ricostruito e riaprì.