Il Superbonus durerà per il tutto il 2021 e anche oltre

Il Superbonus sarà rimandato per tutto il 2021 e in alcuni casi anche per metà del 2022. Ne parla la viceministra Laura Castelli

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Superbonus

Il Superbonus green durerà per tutto il 2021 e per le case popolari verrà prolungato fino alle primavera del 2022. Queste sono le indicazioni del viceministro al Mef Laura Castelli che parla di una misure storica. Secondo la stessa, la riforma fiscale dovrebbe includere anche Irap e Ires, per intervenire sulla “no tax area”.

Superbonus: a chi aspetta?

Il Superbonus green, con detrazione fiscale pari al 110%, spetta a tutti coloro che possiedono un edificio che sarà sottoposto a un intervento. Sono compresi dunque residenti e non residenti, ma anche i familiari di chi possiede quella proprietà. Si tratta di un incentivo per le ristrutturazioni sostenibili. Questo riguarderà le spese affrontate per interventi per risparmio energetico o misure antisismiche. Chi effettuerà questo genere di ristrutturazioni avrà diritto a una detrazione del 110% nella propria dichiarazione dei redditi.

Castelli sulla riforma fiscale

Castelli durante un’intervista ha commentato la nuova riforma fiscale. “La riforma fiscale è un tema che è stato sviluppato a fasi. Era importante dare un primo segnale sul cuneo fiscale e faremo una delega che partirà il prossimo anno per la riforma dell’Irpef. Ma crediamo sia giusto anche includere Ires e Irap. Dunque andare oltre e ampliare questa delega a quelle parti di fisco che riguardano le imprese“. Infine, conclude dicendo che è necessario eliminare la no tax area. Questo perché è diventato un problema raggiungere alcune zone.

Oltre il Superbonus: la riforma fiscale è un salto verso il futuro

Il viceministro ha dichiarato che la nuova riforma fiscale sarà un vero e proprio salto verso il futuro. “E’ un’occasione per fare quel salto veloce nei processi di digitalizzazione, oggi ancora più necessari per avvicinare il contribuente allo Stato, permettendogli di usare strumenti flessibili, digitali e semplici“. Secondo castelli quindi, questa riforma permetterà il nostro paese di inseguire gli altri nella corsa alla digitalizzazione.

Il Mes vale la pena?

Castelli ha proseguito nell’intervista parlando del Mes. Secondo la ministra questo non è uno strumento adatto alla situazione che stiamo vivendo ora. Inoltre, ha affermato che la cifra dei risparmi sugli interessi è un valore per il quale non vale la pena di rischiare. ” Il Mes è unp strumento antistorico, non adeguato e non conveniente, nato con altri meccanismi e altri contesti. Noi abbiamo sempre creduto che il gioco non valesse la candela. 300 milioni di risparmi sugli interessi sono una cifra irrisoria su bilancio e francamente per tutte le regole che ne conseguono e ad esso collegate non ne vale la pena“. Così termina il viceministro del Ministero dell’economia e delle finanze.

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