Il sorriso di Jackrabbit

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L’hanno definito il Mark Twain dei nostri giorni, e benché non abbia mai accettato pubblicamente questa etichettatura, Joe R. Lansdale non l’ha neanche rifiutata. Né ha mai negato il suo legame con il celebre scrittore americano, reo di averlo ispirato con il suo humor ed il suo stile serrato. Basta sfogliare uno dei tanti libri di Hap & Leonard per rendersene conto.

Diciamola tutta: stiamo parlando di uno scrittore che non ha paura di essere politically incorrect. Insomma, ’sti due ragazzacci del profondo sud, usciti dalla penna di Lansdale, hanno una passione smodata per risse e parolacce e non fanno niente per nasconderlo. Quello che sanno fare meglio è cacciarsi nei guai e tirarsene fuori in un modo o nell’altro, e di solito si lasciano dietro pure una bella scia di morti ammazzati.

E mica è finita qui: Hap è bianco, etero e liberale, mentre il suo amico Leonard è nero, gay e repubblicano.

Ancora non vi basta? Allora ci aggiungo che queste due teste matte sono detective di professione. Non è che siano molto discreti – ma questo l’avevate intuito dalla bella presentazione –, però portano sempre a termine il lavoro.

Hap & Leonard nascono da un bisogno di Lansdale di raccontare il tessuto sociale della sua terra natia, il Texas, e di denunciarne abusi e soprusi. In Una stagione selvaggia – romanzo dove la strana coppia fa il proprio esordio –lo scrittore comincia a tracciare i contorni di quella che diventerà una serie molto apprezzata dai lettori di tutto il mondo, in particolare da quelli italiani.

Ad oggi i romanzi dei due casinisti texani sono arrivati a quota undici. L’ultimo in ordine di tempo è sbarcato nelle librerie nel mese di settembre, e si intitola Il sorriso di Jackrabbit. In questa ennesima indagine, Hap & Leonard sono alle prese con un caso di persona scomparsa. Una certa Judith Mulhaney – soprannominata Jackrabbit per via dei grossi incisivi – è svanita nel nulla, e la cosa sembra non importare a nessuno, a parte la madre e il fratello, che si rivolgono ai due detective. Il lavoro è semplice: trovare Jackrabbit e riportarla all’ovile. Ma quando ci sono di mezzo Hap & Leonard, niente è semplice, e sembra che i guai aspettino solo che i due mettano il becco fuori di casa per uscire allo scoperto.

L’indagine porterà alla luce i tanti scheletri che Jackrabbit nasconde, e i due detective dovranno faticare per non finire ammazzati. Ce la faranno a evitare l’ennesimo proiettile? Per scoprirlo non dovete fare altro che leggere.

Nel corso degli anni la fama di Lansdale è cresciuta, specie nel nostro paese. La sua poliedricità e l’abilità nel mescere generi differenti lo hanno reso uno dei più apprezzati autori in circolazione. Il suo stile è serrato, i dialoghi ricchi di espressioni dialettali.

Dalle mie parti si parla così, dice Lansdale quando gli fanno notare l’abbondanza dialettale.

Dalla fantascienza al crime, passando per l’horror e il bizzarro, lo scrittore texano riesce a creare sempre qualcosa di nuovo e fuori dal consueto. Che siano romanzi o racconti brevi – forma letteraria, quest’ultima, da lui prediletta, e nella quale ama cimentarsi (si stima abbia scritto qualcosa come più di duecento racconti) –, Lansdale travalica i generi e li rivoluziona. Questa abilità di creare una storia e renderla qualcosa di unico e riconoscibile deriva dalle molteplici influenze – letterarie e non – che lo scrittore ha assorbito nel corso della sua vita.

Tra gli scrittori da lui prediletti troviamo nomi illustri quali Hemingway, Faulkner, London, Bradbury, Matheson e altri punti cardini della letteratura. Tutti con una cosa in comune: lo stile. Una parola per definirlo? Essenziale.

Ma dobbiamo allontanarci dalla “vera” letteratura per riuscire a capire dove Lansdale trovi tante idee strampalate e di forte impatto. C’è tutta una subcultura che ha messo radici nella mente e nel cuore dello scrittore texano. Lansdale ne parla spesso e, quando glielo chiedono, non prova nessun imbarazzo ad ammettere che i fumetti hanno avuto un ruolo fondamentale nella sua vita. Hanno persino influenzato i suoi lavori letterari. Sono parecchi – Hap & Leonard direbbero che sono “un fracco” – i racconti nei quali l’attento lettore può ritrovare elementi che rimandano al mondo dei fumetti.

Se siete avidi divoratori di libri e andate in cerca di novità, non potete lasciarvelo sfuggire.

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