Il sogno del Natale: il disastroso villaggio natalizio italiano

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Il sogno del Natale

Il 5 dicembre, presso l’ippodromo di San Siro, a Milano, ha finalmente aperto i battenti l’attesissimo Il sogno del Natale, pubblicizzato come il più grande parco a tema dedicato al Natale mai realizzato in Italia.

Le aspettative erano, naturalmente, altissime. I bambini specialmente, attratti dalla promessa di un incontro con Babbo Natale e i suoi folletti, non stavano più nella pelle dalla curiosità di visitare il villaggio incantato.

Il sogno del Natale

Così, famiglie intere si sono messe in viaggio da ogni parte d’Italia (ed alcuni perfino dalla Svizzera), ansiose di entrare in quella che, sul sito ufficiale dell’evento, veniva descritta come una “realtà parallela”.

Una cocente delusione

E di realtà parallela si tratta, almeno a giudicare dalle foto e dai filmati condivisi da chi ha visitato il parco.

Bambini in lacrime; file chilometriche di fronte allo squallido capannone adibito ad area ristoro, dove un tramezzino al prosciutto costa 6 euro. Bancarelle ben poco natalizie che vendono pietre e candele per la meditazione. In un altro stand, il più incredibile di tutti, un’esposizione di falli di gomma e copie del kamasutra.

Delle giostre e degli spettacoli promessi, nemmeno l’ombra. Nel mezzo del parco, dove avrebbe dovuto trovarsi un albero maestoso, svetta un triste pino di plastica. Unici addobbi, una piccola stella in cima e diverse lucine che però, durante il giorno, rimangono spente.

Il tutto collocato in mezzo a prati incolti, fango e cumuli d’immondizia. C’è perfino un trenino turistico, a bordo del quale è possibile percorrere il deprimente perimetro del parco, tra cantieri ancora aperti, veicoli parcheggiati e cassonetti della spazzatura.

Un Babbo Natale in fuga

Il sogno del Natale

Unica attrazione degna di nota, la casa di Babbo Natale, di fronte alla quale le famiglie attendono in fila per ore ed ore per permettere ai bambini di scattare una foto ricordo insieme al padrone di casa. Dopo pochi giorni, però, l’anziano Babbo Natale al suo interno si è rifiutato di continuare a lavorare in simili condizioni e se n’è andato via brontolando.

E i folletti? Quelli sono più che reali. All’interno del parco sono infatti disponibili due punti vendita della Folletto, dove mamma e papà possono acquistare i pezzi di ricambio per il famoso aspirapolvere.

La rabbia dei visitatori

Inutile dire che la delusione dei visitatori si è ben presto trasformata in rabbia; anche perché il prezzo del biglietto per accedere al villaggio e alle varie “attrazioni” è tutto fuorché abbordabile. Chi ha osato lamentarsi con il personale del parco, inoltre, riferisce di essere stato trattato in malo modo e addirittura mandato a quel paese.

I visitatori venuti da lontano si sono consolati visitando la splendida città circostante, ma pretendono comunque il rimborso del biglietto d’ingresso al disastroso villaggio di Natale. Non manca chi, con amara ironia, esprime questo desiderio proprio nella letterina a Babbo Natale che è possibile compilare all’interno del parco stesso: <<Caro Babbo Natale, quest’anno vorrei il rimborso dei biglietti>>.

Non si conosce ancora il destino de Il sogno del Natale, sebbene l’insoddisfazione generale non lasci ben sperare per il suo futuro. Resta, però, la domanda fondamentale: ovvero, come è possibile che un progetto inizialmente interessante si sia tramutato in qualcosa di così grottesco, venendo però ugualmente aperto al pubblico.

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