Il sociologo di Stanford documenta i lati nascosti della pandemia

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Un sociologo

Il sociologo di Stanford David Grusky, mette in luce ciò, che la pandemia, ha portato nella realtà americana. Si tratta di lati nascosti che, però, hanno creato un netto divario in diversi ambienti lavorativi.

Che cosa ha scoperto il sociologo?

È stato eseguito un sondaggio da parte dell’American Voices Project. Questo ha sostanzialmente visto protagonisti degli uomini e delle donne, ai quali venne chiesto di raccontare la storia della loro vita. Mediante questi dati, sono emerse considerazioni notevoli. Un aspetto importante da tenere in considerazione è quello che riguarda di fatto il lavoro. La disperazione, ha portato coloro che avevano un contratto abbastanza precario, ad accettare condizioni di lavoro rischiose. Questo a fronte della forza economica che è stata notevolmente ridotta dalla pandemia, spiega il sociologo. Inevitabilmente, la vita di tutti i giorni è cambiata molto. Si passa da gruppi di persone che soffrono di stati di ansia e altri che si commiserano per la propria situazione.

Un Paese in quarantena. Quali sono gli impatti psicologici di quest’isolamento “forzato”?

L’immobilità forzata nei bambini

Chi si sarebbe mai aspettato una situazione del genere? Nessuno con tutta probabilità. Quindi non è esistito nemmeno un comportamento esemplare da seguire nel momento che il problema virus è nato. Ebbene, nemmeno i genitori, a quanto dice il sociologo, hanno saputo bene come intervenire. Quindi, ci sono stati dei risvolti familiari che hanno condotto i figli a un apparente “arresto ai domiciliari.” I bambini hanno così sofferto di irrequietezza, depressioni e pure noia. In aggiunta a questo, la situazione lavorativa non risulta delle migliori a detta del sociologo. Molte persone sono state licenziate, con il risvolto che le stesse siano state costrette ad accettare lavori molto pericolosi. Magari, gli stessi a contatto con le persone, come potrebbe essere quello di lavorare in una casa di cura per anziani. È quindi necessario mettere in sicurezza questi operatori del settore, attraverso una politica mirata.