Il Siberian Express di questo inverno: vento di ghiaccio favorito dalla Niña

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Il Siberian Express

GELO con il Siberian Express nel meteo di questo Inverno. Vento di ghiaccio favorito con La Niña e dal Vortice Polare sballottato. Il meteo invernale è nato con un Vortice Polare instabile, precocissimo. Poi ci sono la La Niña ed una copertura nevosa della Siberia eccezionale in Ottobre.

Avremo un’evoluzione meteo con il Siberian Express? Quel vento di ghiaccio, gelido sferzante dalle lontane pianure sarmatiche, figlio della Siberia più profonda. La Niña potrebbe sfavorire il suo innesco attraverso la Stratosfera, ma c’è un Vortice Polare inspiegabilmente in crisi precoce, con un’ansa che si protende verso l’Europa, e che potrebbe darci ben presto anche la neve in pianura al Nord Italia. In inverno le regioni polari sono al buio 24 ore al giorno; la Stratosfera sopra il Polo Nord misura temperature medie di circa -60℃ e anche meno. Il Polo Nord, in quota è avvolto da forti venti occidentali che formano quello che è noto come il Vortice Polare. Un fenomeno atmosferico normale che si sviluppa ogni Inverno. Tuttavia, secondo una media trentennale, circa sei volte in un decennio, la circolazione del Vortice Polare può rompersi in modo drammatico.

Il MetOffice, il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, all’inizio di gennaio 2021 avvertì che si stava verificando un evento di riscaldamento stratosferico improvviso: lo Strat Warming. Questi eventi atmosferici sono alcuni dei fenomeni più estremi, e sono ampiamente studiati in varie Università, e sono oggetto di svariate tesi di esame di laurea. Lo rammentiamo, la Stratosfera è lo strato dell’atmosfera da circa +/- 10 km a +/- 50 km sopra la superficie terrestre. Nella parte sottostante c’è la Troposfera, quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici, dove per meglio intenderci, ci sono le nubi.

Il riscaldamento improvviso della Stratosfera può attivare un clima molto freddo in Europa e in Siberia, con una maggiore possibilità di tempeste di neve. Ci sono numerosi casi in cui c’è stato un aumento delle temperature nella regione del Polo Nord anche di oltre 50°C in pochi giorni. Ovviamente, a tale altezza, seppur vi sia un tal riscaldamento, le temperature sono così basse da rimanere ancora sotto lo zero. Ebbene, uno sconquasso termico genera sovente un altro caos come un invertimento della direzione media del vento attorno al Polo Nord. Maggiore è stato il riscaldamento improvviso, più probabile è che succeda.

Un tal disturbo nella Stratosfera viene trasmesso verso alla Troposfera. Ebbene, una sorta di perturbazione di masse d’aria raggiunge i livelli più bassi dell’atmosfera, influenza la corrente a getto (jet stream), ovvero la corrente d’aria che normalmente si snoda verso est intorno al Pianeta, dividendo l’aria polare più fredda dall’aria più calda a sud. Possono essere necessarie circa due settimane prima che l’impatto del riscaldamento stratosferico raggiunga la superficie terrestre. Ma abbiamo casi in cui il processo si è materializzato in pochi giorni. Questi eventi sono difficili da prevedere in anticipo. Alcuni possono essere previsti solo pochi giorni prima, mentre altri possono essere previsti circa due settimane prima.

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La Niña, quel fenomeno che abbiamo in atto quest’inverno nel Pacifico tropicale, ha contribuito anche nel 2020/21 ad un forte Vortice Polare all’inizio dell’inverno. I forti Vortici Polari sono difficili da rimuovere, così che spesso tali inverni possono essere caratterizzati, come avvenuto poi in Europa, da maltempo, ma non da ondate di gelo dalla Siberia. Per altro, secondo ricerche, La Niña potrebbe ridurre gli eventi di Strat Warming, ma non escluderli. Secondo vari studi, circa due terzi degli eventi di riscaldamento stratosferico hanno un impatto sul meteo fino a 40 giorni dopo l’inizio dell’evento. Questo si tramuta in temperature più basse del normale in tutto il Nord Europa e in Asia. E l’area più penalizzata dal freddo è proprio l’Europa, in quanto le correnti fredde non soffiano più direttamente dall’Artico durante gli eventi rigidi.

I venti da occidente svaniscono, e quando succede nel cuore dell’inverno, ed il vento giunge della Siberia, ovvero da oriente, dalle sterminate pianure gelide l’Europa e l’Italia piombano in una sorta di freddo siderale. Il freddo siberiano è per l’Europa l’evento di maggior rigidità. E mentre da noi succede questo, le temperature nell’Artico canadese orientale si riscaldano, la temperatura sale sopra la media. Ondate di caldo si estendono spesso sino alla Groenlandia meridionale, l’Islanda. Può succedere in certi contesti che faccia più freddo a Roma che a Reikiavik in Islanda.

Un altro aspetto che rileviamo dai vari studi è che non è ancora chiaro il motivo per cui alcuni eventi di riscaldamento stratosferico impiegano settimane per avere un impatto sulla superficie, mentre altri si fanno sentire in pochi giorni. Questo potrebbe essere correlato al cambiamento di circolazione del Vortice Polare, alla sua variabilità, allo stato in cui si trovava prima dello Strat Warming. E quest’anno è molto instabile, quindi, ad uno Strat Warming potrebbe splittare, strapparsi in due e generare le condizioni ideali per ondate di gelo europee più probabilmente di altri anni. In varie circostanze il Vortice Polare si divide in due più piccoli vortici, oppure si sposta dalla sua abituale posizione vicino al Polo verso la Siberia settentrionale.

Lo studio parte dalle prime indicazioni che suggerivano che l’evento del gennaio 2021 avesse maggiori probabilità di vedere un Vortice Polare diviso, ma successivamente ha mostrato caratteristiche di uno spostamento. Ma sulle cause di questo cambiamento si è voluto approfondire. Perché è avvenuto questo? Lo staff di ricerca ha sviluppato un nuovo metodo per tracciare l’impatto di un evento di riscaldamento dal suo inizio nella Stratosfera fino a quando il suo effetto raggiunge la superficie terrestre. Sono stati analizzati 40 eventi di Stat Warming degli ultimi 60 anni per cercare di capire quando potremmo aspettarci condizioni meteorologiche estreme sulla superficie in Europa.

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L’obiettivo è avere previsioni meteo affidabili su ondate di gelo micidiali per il nostro Continente con un congruo preavviso. Si è scoperto che a seguito di Strat Warming in cui il Vortice Polare stratosferico si divide in due generalmente portano a impatti superficiali che appaiono più veloci e più forti. Perciò, lo strappo del Vortice Polare in due, può innescare una risposta più rapida al suolo, con maggiori effetti. Però ci sono molte variabili con delle altre forze in competizione nella circolazione dell’atmosfera, complesse da racchiudere in un articolo da leggere in pochi minuti.

In pochi hanno segnalato che l’improvviso riscaldamento stratosferico del gennaio 2019, ad esempio, che ha avuto scarso impatto sull’inverno europeo, avrebbe potuto essere un evento rilevante, ma l’influenza di venti del Nord Atlantico provenienti dai Tropici potrebbe aver contrastato l’effetto stratosferico sfavorendo i venti da est, ovvero dalla Siberia. Eppure, si sarebbe potuto ripetere l’evento rilevante della fine febbraio, primi di marzo 2018, quanto l’Europa fu interessata da un’ondata di gelo e neve.

Nell’inverno 2021/2022 la battaglia sarà tra il prossimo riscaldamento stratosferico (Strat Warming) e La Niña, un Vortice Polare molto instabile, che facilmente potrebbe dividersi in due, favorendo oltre che un cambio di circolazione, quindi non più da ovest verso est, ma da est verso ovest con quello che in Italia chiamiamo “buran o burian”, in Regno Unito nel 2018 “Bestia che viene dall’Est”. Gli eventi di riscaldamento stratosferico improvviso sono una fluttuazione atmosferica naturale, non causata dal cambiamento climatico. Quindi, anche con il cambiamento climatico, questi eventi si verificheranno ancora.

Questo significa che dobbiamo adattarci a un intervallo di temperature ancora più estremo, con l’avvento in Europa di ondate di gelo gravi anche come avvenne il 1985 o il 1956, nonostante il Global Warming. D’altronde, durante l’epoca chiamata Piccola Era Glaciale vi furono annate invernali miti in Europa, in altre per svariati mesi gelarono i fiumi sino al Portogallo. Quell’evento storico fu caratterizzato da fenomeni meteo estremi.

Ora, invece, anche in considerazione del riscaldamento del clima europeo maggiore di altri Continenti, si veda l’annuncio fatto da Copernicus, potremmo avere sbalzi termici maggiori, perché da un clima mite si potrebbe passare ad un’avversità estrema, con temperature molto basse. E di tal meteo estremo ne sanno qualcosa il Texas e la Spagna con eventi accaduti lo scorso inverno.

Fonte: Meteo Giornale