Il Segreto professionale non si tocca: “Fare chiarezza”

É quanto chiede la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dopo le intrcettazioni della cronista Nancy Porsia al telefono col suo avvocato

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In seguito alle rivelazioni di Andrea Palladino sul quotidiano “Domani” è uscita la notizia delle intercettazioni della Procura di Trapani in merito all’inchiesta sulle ONG. Nel mirino le intercettazioni della giornalista Nancy Porsia e i colloqui telefonici intercorsi con la sua legale. Colloqui trascritti, anche quando esulava dal contesto preso in esame, difatti dai tabulati si evincono affermazioni fatte dalla legale, che è anche avvocato della famiglia Regeni che fanno riferimento a quel caso. Qui si sfora in un ambito che non va per niente bene al sindacato della categoria. Le domande che fa il sindacato dei giornalisti, leggittamente, attendono risposta da parte delle istituzioni: «Chi è perchè ha disposto tali misure? si volevano scoprire le fonti, violando il segreto professionale?».


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Il segreto professionale è tutelato dal codice penale

Se il fine era scoprire le fonti della giornalista in merito alle sue notizie e alle sue fonti, si è proprio incappati in qualcosa che va contro la legge. Come prevede l’art.622 del codice penale, che punisce la rivelazione del segreto professionale. In questa faccenda qui pare invece, che si voglia estorcerla illegalmente. Intervistato da Radio Radicale, il Presidente di FNSI Giuseppe Giulietti ha detto:« Grazie all’inchiesta di un giornalista coraggioso emerge con chiarezza che a Trapani sono state trascritte delle intercettazioni di una conversazione tra la giornalista Nancy Porsia, più volte minacciata di morte dai mercanti di carne libici, e la sua avvocata Alessandra Ballerini. Vengono intercettate illegalmente, perche si tratta di colloquio tra un avvocato e una sua cliente».

“Ci sono gli elementi per essere più che preoccupati” dice Giulietti

Come ha fatto presente Giulietti, nell’intervista a Radio Radicale, ci sono intercettazioni anche di altri giornalisti, qualunque sia la motivazione il segreto professionale tutela la categoria. Dice ancora il Presidente di FNSI:« Chiediamo formalmente al ministero della Giustizia, alla ministra Marta Cartabia, allo stesso CSM, di aprire un’ inchiesta su quanto è accaduto. Di farci sapere chi ha disposto queste intercettazioni, di spiegare cos’è accaduto e perchè. Sottolinea poi:«Di rendere note tutte le carte senza lasciare zone d’ombra, perchè c’è materia non per essere preoccupati ma molto di più».