Il sacrificio dello studio alla mercé della raccomandazione

0
302

Che utilità possiede il sacrificio dello studio? Prepararsi se alla fine poi il posto di lavoro lo ottengono i raccomandati? Purtroppo questa è una domanda che i giovani o comunque chi è in cerca di un’occupazione, si pone sempre più spesso. Ciò che è triste è che nonostante il grande scoraggiamento che si cela dietro al quesito, la politica se ne infischia e anzi continua ad alimentare il concetto di nepotismo.


Concorsi pubblici 2021: si sbloccano 125 mila posti


A che serve il sacrificio dello studio?

… Se poi i posti di lavoro vengono dati a figli, zii e cugini? Purtroppo questa domanda se la pongono in tanti eppure la politica continua a nascondere la testa sotto la sabbia. Per combattere le situazioni di parentopoli non si fa nulla. Certo, altrimenti il lavoro come fanno a trovarlo? L’Italia sta cercando di risollevarsi dopo il duro colpo inflitto dal Covid, ma l’economia, anche se in ripresa, è debole, i licenziamenti spaventano migliaia di persone. Cosa fa quindi la politica? Favorisce gli “amici di” o i “parenti di”, tirando un ceffone in faccia ai lavoratori onesti, a chi la voglia di impegnarsi ce l’ha ma vedendo tutta questa corruzione si svilisce. Succede dappertutto: nelle piccole comunità e nelle grandi città. Cosa fare quindi? Purtroppo è frustrante perchè a quanto pare una soluzione concreta, in fin dei conti parlare è facile, non si è ancora trovata. La raccomandazione regna ancora sovrana, continua ad essere un principio buono e giusto che lo stipendio a fine mese lo porti a casa chi non ha mosso un dito per ottenere l’impiego. È necessario comunque non arrendersi a questa ingiustizia e provare a combattere il nepotismo e la clientela finché sarà possibile.