Il rumore della lacrima nell’abisso dell’abbandono

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Birmania

Inizia sempre così il martirio di un popolo, con il rumore della lacrima che cade nel pozzo inesauribile della sofferenza. Un popolo ridotto in macerie e rivoltato come rifiuto dell’umanità nell’abisso del non senso e dell’abbandono. Il grido di Bergoglio servirà a lenire quella lacrima?

Il rumore della lacrima arriva a tutti o muore nella eco dell’egoismo?

So che Francesco mi perdonerà se utilizzerò le mie parole e alla mia maniera, per descrivere il senso della lettera del cardinal Charles Bo. So che un uomo come lui potrebbe ritrovarsi da solo e in lacrime a pensare a questa gente, quindi Santità benedica anche me. “A sua Santità Papa Bergoglio. Beatissimo padre, fiumi di lacrime incontenibili sovrastano la mia voce. Beatissimo Padre il mio grido morto in gola soffoca le lacrime gridanti dalla mia gola. Il mio popolo muore nella guingla della Birmania. Padre santo aiuto!!! Non abbiamo medicine, non abbiamo acqua, da mangiare, da ripararci. Padreeee!!!!! Difendi la vita di questo popolo, siamo senza un riparo, senza cibo e acqua pulita. In questi giorni i militari, dopo aver colpito chiese e monasteri dove noi sfollati avevamo cercato riparo dagli attacchi alle nostre case, sono passati a colpire direttamente gli aiuti umanitari destinati a chi, come noi ha cercato rifugio nella foresta. Hanno distrutto e incendiato, così come hanno distrutto anche le forniture mediche per noi rifugiati. Padreeee!!! come posso scrivere il mio pianto? come posso farti sentire il rumore della lacrima che incendia le nostre notti?“.


L’esercito spara contro operatori sanitari


Il Papa

Noi supplichiamo con tutta la gentilezza, di permettere i corridoi umanitari, e che le chiese, pagode, monasteri, moschee, templi, come pure scuole e ospedali siano rispettati come luoghi neutrali di rifugio. Che il cuore di Cristo tocchi il cuore di tutti, portando pace nel Myanmar. Apriamo il nostro cuore ai rifugiati, facciamo nostre le loro tristezze, le loro gioie, impariamo dalla loro coraggiosa resilienza. Così, tutti insieme faremo crescere una comunità più umana, una sola grande famiglia“. Ora non abbandonate il pianto, ora non abbandonate il rumore di quella lacrima, abbandonata al rumore di se stessa. Le parole possono essere vane, ma anche potenti come gli eserciti. “Gli spari intorno a noi, ci impediscono di udire, ma la voce umana è diversa, dagli altri suoni, essa può essere udita al di sopra dei rumori che seppelliscono tutto il resto. Perfino quando non grida, perfino se è solo un bisbiglio, il più lieve bisbiglio può essere udito al di sopra degli eserciti, quando dice la verità“.