Il Romanzo del Mudo: intervista a Luigi Della Penna

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Nel 2020, la pubblicazione de Il romanzo del Mudo, di Luigi Della Penna. In verità, un libro che conduce il lettore nel mondo dello sport, tra le gesta del calcio. Inoltre, un’opera dal carattere epico – romanzesco, dove la storia calcistica emerge nelle doti distintive, dell’ultimo Diez. Negli anni Novanta, le imprese calcistiche tra le azioni di gioco simbolo e modello, della disciplina sportiva.

Il romanzo del Mudo: Luigi Della Penna chi è?

Lo scrittore nasce nel 1996 nel territorio abruzzese e vive nella provincia di Chieti a Monteodorisio, un piccolo paese. Dopo gli studi primari, Luigi frequenta l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e consegue la laurea. A fronte di ciò, la tesi sul rapporto tra calcio e guerra in Jugoslavia, degli anni Novanta. In seguito, l’autore scrive per testate giornalistiche locali in Abruzzo e con Rivista Contrasti. Mentre oggi, Luigi Della Penna collabora con Sportellate e Sottoporta Il calcio internazionale.

Il romanzo del Mudo: il pensiero dello scrittore

Attraverso il libro Il romanzo del Mudo, l’idea dell’autore di esprimere una letteratura dallo stile sportivo, nella definizione del suo genere. Inoltre, la capacità di un’opera che sensibilizza l’attività sportiva, con i riflettori sugli atleti, veri protagonisti del romanzo. Di fatto, l’attenzione di una narrativa sui calciatori, che entrano nelle gesta storiche della disciplina, come modelli ed icone. Di fondamentale importanza per l’autore, la conoscenza della letteratura sportiva, come strumento di comprensione, per l’essenza della natura umana.

Il romanzo del Mudo: recensione del libro

Un bestseller dalle caratteristiche epiche e romanzesche, dove il lettore entra nella dimensione dello sport, nella magia degli eroi del calcio. Ecco Il romanzo del Mudo, prima opera letteraria dell’autore, che racconta le vicende sul campo da gioco, delle stelle degli anni Novanta.

Come protagonisti delle storie, gli atleti, dove emergono l’abnegazione e le interpretazioni di vita sullo sport, fino alle emozioni positive o negative dei tifosi. A tal riguardo, un legame che nasce e continua per la disciplina calcistica.

Tuttavia, nella medesima importanza anche l’aspetto mistico dello sport, che coinvolge le vite degli appassionati, nelle gesta dei propri beniamini. Inoltre, l’empatia che si crea tra i tifosi ed i propri idoli interiorizza i sentimenti degli atleti, con loro.

Campioni come Juan Roman Riquelme, cioè l’ultimo Diez che supera con la maglia dei Bosteros, l’atro eroe del calcio Azul y oro, Diego Armando Maradona, numero dieci. Tra fine anni Novanta ed inizio del terzo millennio, il simbolo di un Boca Juniors da leggenda, di cui diviene il trascinatore.

Con il romanzo, le imprese sportive nelle magie dell’enganche epica, con l’unione di finzione e realtà, dalla storia del calcio. Mentre, al centro delle vicende del calcio argentino, ecco Riquelme, poi gli anni Ottanta con Diego Armando Maradona ed il nuovo millennio con Leo Messi.

Nel mezzo, le gesta di Mudo, il campione che conduce il Boca Juniors, alle vette più alte. Di fatto, un’opera coinvolgente, con una narrativa descrittiva, nel viaggio delle gesta calcistiche, nel mondo dello sport. Dai messaggi del libro, lo sport ed il calcio come motori di crescita, rispetto per sè stessi e gli altri, comprensione delle regole e dell’autodisciplina.

Il romanzo del Mudo: come si presenta Luigi Della Penna ai lettori?

Cerco di presentare me stesso nella maniera più sincera possibile. Mi spiego: non voglio risultare lo scrittore o presunto tale che non sono, un giovane pseudointellettuale o chissà cosa. Semplicemente, cerco di infondere tutta la mia passione per lo sport e la scrittura, fondendo realtà oggettiva, con quanto la mia anima assorbe. Per fare un esempio, ne ” Il romanzo del Mudo”, parlo di Riquelme in maniera molto personale, mescolando le sue gesta sportive, con la mia visione dell’intreccio.

Il romanzo del Mudo: quando nasce la passione per la scrittura?

Nasce leggendo il Guerin Sportivo di Matteo Marani, soprattutto con la rubrica di Roberto Beccantini. Il suo diario di bordo dal Sud Africa, in occasione dei Mondiali del 2010, ha fatto scoccare la scintilla. Poi, con gli anni, ho approfondito Federico Buffa, Carlo Pizzigoni, Gianni Mura e diversi altri autori, finchè non mi sono sentito pronto. Per cominciare, scrivevo piccoli articoli sulle partite dell’Odorisiana, la squadra del mio paese, Monteodorisio, realtà della Seconda Categoria abruzzese. Le partite dal vivo mi mancano, è quella la vera palestra per un aspirante giornalista sportivo.

Il romanzo del Mudo: cosa pensa sulla letteratura contemporanea?

Sono dell’idea, che la letteratura sportiva del nostro tempo goda di ottima salute. E che, soprattutto, nei lettori stia prendendo corpo l’idea, che ci siano tanti scrittori validi e non i soliti nomi noti. Sembra scontato, ma non lo è. Esistono molti bravi scrittori, la proposta narrativa in lingua italiana, nel corso degli anni, sta allargando i propri orizzonti in maniera interessante. Molto calcio internazionale, sempre più storie sportive, andando oltre il calcio, scritte in maniera egregia.

Il romanzo del Mudo: ci sono degli autori, dai quali trae ispirazione?

Certamente, i già citati Beccantini, Buffa, Pizzigoni, Mura, Marani, ma non solo. Anche: Paolo Condò, Daniele Manusia, Andrea Bacci, Francesco Caremani, Fabrizio Tanzilli, Alec Cordolcini sono tra i miei scrittori preferiti.

Il romanzo del Mudo: come nasce il suo libro?

Nasce da un dialogo molto propositivo con il mio editore, Gianluca Iuorio, il quale mi ha consigliato di tenere in considerazione Riquelme, come protagonista di un libro. Io ho preso la palla al balzo e ho accettato con entusiasmo.

Il romanzo del Mudo: ci sono uno o più personaggi del libro, che la rappresentano?

Più che i personaggi, è l’atmosfera che avvolge il libro a rappresentarmi, a metà tra il sogno dell’espediente narrativo del romanzo e la cruda realtà. Essa, alle volte, può rivelarsi degna dei sogni e delle metafore.

Il romanzo del Mudo: quali sono i temi che pone in rilievo, nell’opera?

L’amore per il calcio, per la bellezza del gesto tecnico, che si eleva a status della vita stessa dell’atleta. Per chi ama questo sport, Riquelme è un artista e io, ogni giorno, penso a quanto sia stato difficile e probabilmente velleitario, parziale, il mio tentativo di rendergli omaggio.

Il romanzo del Mudo: quali argomenti prevalgono nel libro?

Vorrei unire la realtà alla bellezza del racconto, del romanzo. Alle volte, credo che il genere umano sottovaluti, me compreso, la bellezza, la difficoltà dei gesti. Un libro è un buon mezzo per esprimere alcuni punti di vista, che nella realtà sarebbe difficile scorgere e analizzare.

Il romanzo del Mudo: che tipo di difficoltà incontra uno scrittore?

Innanzitutto, la ricerca delle fonti è l’aspetto di maggior preoccupazione, poi vengono le parole. Personalmente, scrivo di getto e, alla fine di tutto il processo di scrittura, rileggo e correggo. Questo perchè non scrivo biografie, ma istanti di vita che rappresentano fotogrammi emozionali, un po’ come nei film.

Il romanzo del Mudo: che importanza ha lo sport, nella sua vita?

Sarebbe scontato dire fondamentale, ma è così. Non sono mai stato bravo in nessuno sport all’atto pratico, quindi ho cercato di creare e sviluppare una sorta di capacità di racconto degli avvenimenti. Credo di amare la narrazione più dello sport in sè.

Il romanzo del Mudo: cosa rappresenta il suo stile letterario?

Non credo rappresenti una novità, ma semplicemente è l’unico modo che ho per far sentire la mia voce nel mondo. Intrattenere, emozionare, divulgare un sentimento: vivo di parole, alle volte ci riesco, alle volte no. Non è una missione, ma uno stile di approccio alla vita, aiuta ad analizzarla e apprezzarla in maniera più rilassata. Ma allo stesso tempo, ti pone domande alle quali è difficile rispondere. Abbiamo a disposizione una sola possibilità, mi piacerebbe che il mio modo di scrivere renda le esistenze altrui più leggere, anche se solo per poco.

Il romanzo del Mudo: quali sono i suoi punti di forza, nella scrittura?

Credo di riuscire a coinvolgere il lettore, con uno stile non eccessivamente complicato da comprendere. Evocando scenari e personaggi anche totalmente estranei, al bagaglio culturale del lettore, che possono entrare nella sua anima o, almeno, nella sua immaginazione.

Cosa le regala la scrittura?

Mi regala alcuni dei momenti più belli e intensi delle mie giornate. Le parole mi regalano la sensazione di poter essere utile, di lasciare una traccia tangibile del mio passaggio su questa terra. Prima di cominciare a scrivere, ogni volta, mi libero dei fantasmi, dei problemi interiori. Dico a me stesso che non devo essere il migliore, semplicemente devo essere onesto e lasciar andare i pensieri, poi la penna farà il resto.

Qual’è il suo pensiero sulla poesia?

Sinceramente, mi ha sempre affascinato, ma non ho mai approfondito l’argomento. Non vorrei entrare in argomenti a me praticamente estranei.

Quali sono i suoi obiettivi nella scrittura?

Emozionare, lasciare un ricordo dolce nel lettore, infondere la voglia di leggere altri libri. Quest’ultimo aspetto è fondamentale e molto sottovalutato.

Può raccontare la sua esperienza letteraria?

Ho accumulato qualche anno di esperienza, sui campi dilettantistici della provincia di Chieti. Scrivo su alcuni siti, come ” Sottoporta- Il Calcio Internazionale” e “Sportellate”, ho realizzato due libri, uno è uscito nell’ottobre scorso e si intitola ” Il romanzo del Mudo”, l’altro uscirà nel 2021. Mentre attualmente sto lavorando ad un terzo progetto, che dovrebbe essere pubblicato entro la fine di quest’anno.

Ha un sogno nel cassetto?

Essere ricordato come una persona, che regalava istanti degni di essere custoditi nella memoria.