Il Regno Unito rimanda l’applicazione della Brexit

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Regno Unito Brexit

In teoria la Brexit è stata ufficializzata più di un anno fa ma nella realtà il Regno Unito nega l’applicazione dell’accordo mimetizzando il suo status. Sembrerebbe quasi che il Regno Unito voglia mantenere lo status di stato membro dell’UE rinunciando soltanto ai doveri nei confronti dell’unione.

I problemi del Regno Unito con la Brexit

Dopo l’ufficializzazione della Brexit il Regno Unito ha vissuto una fase transitoria terminata quest’anno e prolungata di tre mesi per permettere la stesura di un accordo sull’Irlanda del Nord. In una lettera inviata al vice-presidente della Commissione UE Maroš Šefčovic, il ministro UK Gove racconta di una situazione tesa in Irlanda del Nord. “Mi aspettavo una risposta forte ma la situazione è peggiore del previsto”, ha detto Gove. Dunque a Belfast la situazione è tesa: la società civile, i partiti e le imprese non hanno gradito l’accordo tra il governo e l’UE e sono preoccupati per il futuro economico. I britannici dal canto loro vorrebbero rimanere nel mercato libero per altri due anni, prolungando anche gli accordi sui medicinali. Insomma “Brexit means Brexit” ma mica tanto. I principali problemi registrati dal Regno Unito sono tra i più disparati: si va dallo spostamento degli animali domestici fino a quello dei semi di patata e l’acciaio.


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L’incontro con l’UE

Oggi avrà luogo un incontro diplomatico tra Gove e Šefčovic con l’intento di appianare le divergenze tra le parti. La sensazione è che il Regno Unito replichi l’atteggiamento tenuto durante le trattative per la Brexit ma l’UE non considera il rimorso del contraente come motivo di diniego degli accordi. Nonostante le differenti vedute il vice presidente della Commissione guarda con fiducia alle trattative. “Dopo una discussione costruttiva tra tutte le parti si è concluso che il Regno Unito e l’UE avrebbero immediatamente lavorare intensamente per trovare soluzioni alle questioni in sospeso. Le parti si manterranno in stretto contatto man mano che questo lavoro progredirà e si incontreranno di nuovo la prossima settimana a Londra”. Nonostante questa fiducia il governo del Regno Unito ha fatto sapere che l’UE cerca di dettare i termini dell’accordo ai sudditi di sua maestà.


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L’UE come capro espiatorio?

Per il governo del Regno Unito l’UE sta diventando il capro espiatorio al quale addossare tutte le colpe per quanto riguarda la Brexit. Basti pensare che prima dell’uscita da 6.000 a 9.000 veicoli pesanti attraversano la Manica ogni giorno, ma dopo l’accordo il Dipartimento dei Trasporti ha riportato come poco più di 2.000 veicoli pesanti hanno attraversato il 6 gennaio. Boris Johnson attacca con costanza l’Unione Europea per coprire la mancata comprensione della differenza tra sovranità normativa e commercio, cioè se ora il Regno Unito sarà libero di gestire le proprie leggi non potrà fare lo stesso con il commercio. A causa di questo misunderstanding i britannici chiedono sostanzialmente di restare nel mercato libero senza seguirne le regole. Il Regno Unito dovrà dunque adeguarsi dal punto di vista politico, ma la riluttanza del governo non sembra aiutare.