Il Recovery Fund e la nuova Europa

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La vera Europa sta nascendo con la distribuzione dei 750 miliardi annunciati dalla commissione Europea. Un avvio verso l’unificazione fiscale.

Si è parlato tanto di Mes nelle settimane scorse, l’Italia si è trovata nel mirino di molto polemiche, in quanto si era dichiarata favorevole a questo tipo di “finanziamento” al contrario di Grecia, Portogallo e Spagna.

A grande sorpresa la commissione Europea ha annunciato un fondo di recupero il famoso “Recovery Fund” di 750 miliardi superiore alle aspettative.

Una cifra che semplicemente non ha precedenti nella storia dell’Ue.

 Secondo la Commissione i soldi diretti ai paesi membri saranno in larga parte contributi (fino a 500 miliardi) e nella rimanente parte (250 miliardi) prestiti (che in quanto tali dovranno poi essere restituiti dai singoli paesi membri all’Ue). 

Che cos’è il Recovery Fund

Per dirla con le stesse parole di Conte, a chi si chiede cos’è il Recovery Fund potremmo rispondere definendolo

“un fondo per la ripresa con titoli comuni europei per finanziare la ripresa di tutti i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia”.

In effetti non è altro che un fondo con il compito di emettere i Recovery Bond, con garanzia nel bilancio UE.

In questo modo la condivisione del rischio sarebbe comune solo guardando al futuro, senza una vera mutualizzazione del debito passato. 

Quali sono le caratteristiche

Al momento quali sono le modalità e caratteristiche si sa ancora poco.

Il nuovo strumento dovrebbe ottenere risorse finanziarie dai mercati e distribuirle su un certo numero di nuovi e vecchi programmi UE, con due terzi che saranno a fondo perduto e il resto in prestiti.

Certo è che  i principali vincitori del processo che ha portato all’annuncio della commissione Europea  sono  la Spagna, con una quota elevata di finanziamenti a fondo perduto, l’Italia con la fetta di finanziamento complessiva più grande, e soprattutto la Polonia, a cui Bruxelles sembra aver lanciato una strizzata d’occhio in quanto più grande paese dell’Europa Centro-Orientale, che alla fine dovrebbe ricevere tanto denaro a fondo perduto quanto la Francia.

In conclusione questa emissione di debito comune  potrebbe essere forse un vero passo avanti verso un fisco europeo.

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