In un’epoca storia in cui la Disney sta sfornando dei remake live action dei suoi grandi classici con una velocità sconcertante, non tutti stanno ottenendo gli stessi indici di gradimento da pubblico e critica. Quest’anno, sono ben tre i grandi capolavori della Disney che si sono trasformati in film con attori umani in carne ed ossa e/o animali in computer grafica estremamente realistici: Dumbo, Aladdin, Il Re Leone. Già pubblicati tutti e tre in quasi tutto il mondo, “Il Re Leone” avrà una distribuzione tardiva qui in Italia, dove arriverà soltanto il 23 agosto. Ebbene, mentre i primi due rifacimenti hanno ricevuto recensioni più o meno sempre positive da parte della critica professionista, il terzo non ha soddisfatto proprio tutti.

Le recensioni pubblicate sulle più illustri testate sono tutte più o meno concordi nell’affermare che “Il Re Leone” è così realistico da sembrare a tratti un documentario di National Geographic: gli animali sono realizzati con un realismo impressionante, segno di un lavoro intenso che ha portato – da questo punto di vista – ad un vero e proprio capolavoro della computer Graphic.

Qualcosa del genere, del resto, era già accaduto con Il Libro Della Giungla, che con Il Re Leone condivide il regista, John Fraveau. In quel caso, oltre al realismo dei personaggi trovavamo anche una completa cancellazione delle atmosfere giocose del cartoon e dei momenti musicali: una scelta che lasciato con l’amaro in bocca gran parte del pubblico, che non si aspettava certo di ritrovarsi davanti ad un film epico mentre si trovava al cospetto di un lavoro Disney. Ebbene, questa scelta tanto contestata non è stata ripetuta dal regista e dalla casa di produzione, ma il risultato a detta della critica è stato peggiore rispetto alla trasformazione del cartoon in un film di sola avventura.

Il problema riscontrato dalla critica è proprio lo strano connubio fra realismo e atmosfere da cartoon

Così come già suggerito dalla scelta del cast (sia nella versione italiana che in quella originale Simba e Nala sono doppiati da famosi cantanti), questa volta i momenti musicali sono sopravvissuti così come le atmosfere da cartoon. Anzi, da questo punto di vista la critica sottolinea una differenza abissale dal “Libro della Giungla”! Nessun completo stravolgimento della storia come in “Maleficent”, ma nemmeno modifiche per adattarlo ai tempi o al non essere più un cartone come avvenuto proprio in Aladdin e Dumbo: Il Re Leone segue l’originale fotogramma per fotogramma, non aggiunge niente di nuovo e si limita a togliere proprio qualcuna delle scene più iconiche, quelle che proprio non potevano essere rese in maniera realistica.

La scena di Hakuna Matata, una delle più famose del cartoon originale

Il risultato sono quindi animali perfettamente credibili visivamente che però, di punto in bianco, iniziano ad assumere atteggiamenti estremamente antropomorfi, nonché a ballare e cantare: la critica sottolinea fortemente come questo risulti disturbante agli occhi dello spettatore, che resterà combattuto fra una straordinaria somiglianza fra questo lavoro e l’originale e la sua incapacità di ricrearne la magia, un’incapacità dovuta proprio al realismo estremo della grafica. Quello che in molti critici si sono chiesti è se ci fosse davvero bisogno di realizzare un’opera simile, una copia carbone splendente da alcuni punti di vista ma sbiadita da altri: una domanda legittima, qualora il film dovesse scatenare davvero queste sensazioni in chi lo guarderà. Ciononostante, ad oggi il film ha incassato oltre 500 milioni di dollari in tutto il mondo: un risultato che coincide sicuramente con un grande successo al botteghino.

IL REGISTA DEL RE LEONE RIVELA CHE COSA LO HA ISPIRATO

Il Re Leone, simbolo di un tipo di intrattenimento che potrebbe non funzionare mai

A questo punto, se il pubblico è rimasto in buona misura scontento per via di un Libro Della Giungla dalle atmosfere troppo “omeriche” ma nel contempo nemmeno un’operazione di questo genere raggiunge un buon livello qualitativo, c’è da chiedersi se abbia davvero senso creare live action anche per i classici che hanno (quasi) solo animali come protagonisti. Con “Dumbo” ha funzionato perché Tim Burton ha abilmente sostituito quasi tutti i personaggi animali con esseri umani, in grado di incarnare figure simili a quelle originali nello spirito ma allo stesso tempo di interpretare la vicenda senza creare un “effetto documentario”, ma nel Re Leone ciò non era assolutamente applicabile, ed il risultato per la critica è quello che è.

I volti “live action” di alcune principesse Disney, incluso quello di Mulan, ancora lontano dall’arrivare nelle sale

Vedremo cosa accadrà con i prossimi live action Disney: per “La Sirenetta” ci sono polemiche circa la scelta di modificare l’etnia della protagonista, ma nessuno sospetta che la storia del film possa subire sostanziali modifiche né deludere su altri punti di vista; per “Mulan” si ci aspetta invece qualcosa dai toni sicuramente epici, il che ha senso con quella precisa storia ma potrebbe sacrificare l’iconico personaggio di Mushu, il simpatico draghetto che fa da spalla alla protagonista; per “Hercules” ci sarà invece da verificare se gli autori vorranno ripetere lo stravolgimento della mitologia greca creato nell’originale, col rischio che non sia considerato accettabile in un film, o vorranno creare una storia che abbia un maggior rispetto della cultura ellenica, stravolgendo quindi la storia del classico Disney.

Dei bei dilemmi, luci ed ombre per tutti: l’argomento “live action Disney” è probabilmente destinato a rimanere spinoso anche in futuro.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here