Il Ratto delle Sabine e l’affermazione del potere

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ratto delle Sabine
Il dipinto di Pietro da Cortona (immagine dei Musei Capitolini)

Il ratto delle Sabine con cui Roma consolida il potere nel centro Italia, è spesso associato al dominio di personalità risolute. Infatti, l’arte veicola questo messaggio quando governa un’autorità forte.

Cosa rappresenta la leggenda del ratto delle Sabine?

Livio narra l’episodio in “Ab Urbe condita” e Plutarco nelle “Vite parallele”. Il mito mette in evidenza la capacità di Romolo di rendere le vittime del rapimento sue alleate. Secondo quanto riportano gli storici latini, le donne dei Sabini decidono volontariamente di stare col re di Roma. I parenti non sono però d’accordo ed imbracciano le armi, ma dopo alcune battaglie trovano mogli e figlie a fermarli. Infatti, il gruppo femminile chiede di accettare i matrimoni coi romani. Un altro aspetto del racconto è quello dell’inganno con cui il comandante attira le genti dei dintorni per accaparrarsi le spose. A seguito del fallimento di un’ambasceria, organizza poi dei giochi solenni e cattura le giovani. La società laziale antica si basa quindi sulla tenacia dell’uomo e la dote muliebre di appianare le situazioni.


Jacques Louis David: la pittura dallo stile neoclassico


I dipinti del ratto delle Sabine

Gli artisti trovano nell’avvenimento una fonte di ispirazione soprattutto in periodi in cui si forma un potere forte. I quadri più famosi che rappresentano il soggetto sono di Nicolas Poussin (1634-1635) e Jacques Louis David (1794-1799). Da ricordare anche l’opera di Pietro da Cortona del 1627-1629. In tutti i lavori ci sono riferimenti alle vicende di Ade e Persefone, Zeus ed Europa e Paride ed Elena.

Il soggetto alla fine del 18° secolo

David dipinge durante il Direttorio, rappresentando con l’episodio antico le rivalità tra le fazioni rivoluzionarie. Sullo sfondo si staglia una struttura difensiva, mentre i personaggi agiscono in una piana. Il pittore sceglie di narrare il momento in cui Ersilia ferma i rivali, chiedendo la riconciliazione. Raffigura quindi il re dei Sabini Tito Tazio e Romolo pronti allo scontro e gli eserciti. Così l’unione delle due genti rafforza la stirpe romana e mette le basi per la successiva espansione.

Gli esempi precedenti

Poussin descrive il momento del rapimento, creando una scena movimentata in cui i soldati catturano le donne. La realizzazione dell’olio su tela conservato al Metropolitan museum di New York risale all’epoca di Luigi XIII. Il sovrano ha affermato la predominanza francese in Europa durante la Guerra dei 30 anni.
In Pietro da Cortona la scena si svolge in un paesaggio agreste in cui compaiono elementi architettonici. Templi e obelischi sono le strutture dell’Urbe che Romolo ha costruito, insieme alle mura cittadine. Come in Poussin il teatro dell’avvenimento è Roma.