Nolite te bastardes carborundorum – Non lasciare che i bastardi ti annientino.

E’ un monito che ricorre spesso nelle pagine de “Il racconto dell’Ancella”, libro della scrittrice Margaret Atwood del 1984, ma ancora oggi molto attuale e discusso e da cui nel 2017 è stata tratta una serie televisiva di successo: The Handmaid’s Tale.

La Atwood scrisse Il racconto dell’ancella durante un soggiorno nella Berlino Ovest di quell’epoca; vendette milioni di copie in tutto il mondo sollevando, però, polemiche per i temi trattati, tanto da essere messo al bando in alcune scuole superiori degli Stati Uniti. Allo stesso tempo divenne un simbolo per i movimenti di protesta a sostegno dei diritti delle donne.

La trama de “Il Racconto dell’Ancella”

La storia si apre in un futuro prossimo non troppo lontano in quelli che un tempo erano gli Stati Uniti, ma che ora sono la Repubblica di Gilead. A seguito di un golpe la società americana non esiste più, al suo posto si è instaurato un regime totalitario di ispirazione biblica che sin da subito rende le donne asservite all’uomo, dichiara illegali le altre religioni, i matrimoni fuori dalla Chiesa di Stato e vieta la lettura tranne che agli uomini. I dissidenti e i riottosi vengono eliminati o confinati nelle Colonie, luoghi dove vengono impiegati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti tossici che hanno contaminato la Terra.

La nuova società è organizzata da leader, chiamati Comandanti, e suddivisa in nuove classi sociali. I Comandanti seguono il precetto biblico della Genesi secondo cui i mariti qualora avessero mogli sterili, potevano generare figli con le loro serve; si dotano quindi di Ancelle, donne fertili in completo stato di asservimento, schiavizzate al solo scopo di procreare. Sarà una di queste Ancelle, June, chiamata ora Difred (ovvero di proprietà di Fred), a narrare il racconto dell’Ancella e della sua non-vita nel regime di Gilead. Da un giorno all’altro è stata privata di ogni diritto, ogni bene, ogni libertà e rigettata in un tragico medioevo nella casa del Comandante Fred Waterford e di sua moglie Serena Joy.

I simboli de “Il racconto dell’ancella”

Il romanzo è ricco di simbolismi che riconducono alla nostra società e alle sue incongruenze; per esempio una delle ambientazioni della storia è l’Università di Harvard, nel Massachusetts, che diventa la sede dei servizi segreti di Gilead. Oggi è un simbolo di cultura liberale, ma un tempo era un seminario teologico dei puritani e sulle sue mura venivano esposti i corpi delle giustiziate nei processi di stregoneria.

Il motivo per cui nel romanzo le Ancelle vengono sfruttate solo per scopi riproduttivi è che la popolazione viene decimata da un ambiente tossico che ha minato la capacità riproduttiva nella maggior parte della popolazione. Nella realtà molti studi evidenziano un declino nella fertilità degli uomini cinesi, una tra le popolazioni più esposte ad un ambiente inquinato.

Infine, i costumi delle donne di Gilead derivano dall’iconografia religiosa occidentale: le mogli vestono l’azzurro della purezza, della Vergine Maria. Le Ancelle portano il rosso, come il sangue del parto e simbolo della figura di Maria Maddalena.

E’ una lettura scorrevole che trasporta il lettore nel mondo distopico di Gilead e cattura nelle sue pagine per scoprire come andrà a finire la vita della sfortunata June.

 

 

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