Il Quirinale: fatti e storia del colle più famoso

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In questi giorni così importanti per il nostro Paese, non farà male ripercorrere la storia del colle dove sorge la sede di Montecitorio: il Quirinale, appunto.

Il Quirinale e la sua storia, cosa (non) sappiamo?

Il colle più alto di Roma, 60 metri sul livello del mare, oggi è “la casa degli italiani”. Ma naturalmente non è sempre stato così. Infatti, è stato inaugurato nel 1653, commissionato da papa Innocenzo X a Gian Lorenzo Bernini: inizialmente era stato pensato come residenza privata, per la famiglia Ludovisi. Diamo un’occhiata alla sua storia.


Quirinale atteso il primo voto per elezione del Presidente


Da palazzo privato a casa degli italiani

Alla morte del pontefice i lavori si fermarono, per poi riprendere trent’anni dopo sotto Innocenzo XII: venne allora destinato alla Curia Pontificia, e affidato all’architetto Carlo Fontana. Egli modificò il progetto iniziale, aggiungendo il campanile a vela (la campana maggiore suonerà, ad elezione conclusa, quando sarà scelto il nuovo Presidente della Repubblica). Dopo l’Unità d’Italia il palazzo divenne la Camera dei Deputati, e ai primi del Novecento l’architetto Ernesto Basile effettuò una serie di modifiche. Infine, dal 1946 il Quirinale divenne ciò che conosciamo oggi.

Un colle sul fiume

Roma si è sviluppata parecchio dalla nascita del Quirinale ad oggi, e i confini del palazzo sono molto meno evidenti di un tempo. Rimane però un luogo privilegiato, sopraelevato e, soprattutto nei tempi più antichi, al riparo dalla piena del Tevere. Infatti il fiume di Roma è il terzo per lunghezza del Paese, e il terzo per portata: alimentato dagli affluenti provenienti dalle sorgenti appenniniche, ha un bacino idrografico decisamente ampio. Ciò significa che è in grado di drenare un territorio altrettanto ampio, e in caso di forti piogge la sua piena ha creato spesso problemi. L’ultima piena straordinaria del Tevere è datata 1937: da allora sono stati presi provvedimenti.

Stop alle piene

Lungo tutto il fiume hanno preso forma diversi sbarramenti, e nel tratto a monte numerose dighe e argini per tenerlo sotto controllo e proteggere così la città. In passato però le cose non andavano così, e l’unico modo per non perdere casa e/o vita ad ogni piena era, appunto, costruire sulle zone più elevate. Oltre a questo, le zone paludose portavano anche il rischio della malaria: sui colli anche questa minaccia si riduceva.

Eruzioni vulcaniche e Quirinale: quale correlazione?

Il colle del Quirinale ha qualcosa a che fare con le eruzioni vulcaniche? Sembra di sì. La geologia parla chiaro, e lo stesso vale per gli altri colli di Roma: la loro formazione è composta da materiali vulcanici eruttati dalla zona dei Colli Albani, nel sud della città, da 600.000 anni a questa parte e fino a non più di poche decine di migliaia di anni fa. Detto ciò, possiamo dire che i sette colli sono formati da depositi piroclastici emessi da diverse eruzioni della zona dove oggi si trovano i laghi di Albano e Nemi e che comprende i Castelli Romani. La stessa Roma sorge su depositi vulcanici, in questo caso provenienti da un’area a nord: quella dei Monti Sabatini.

Una posizione favorevole

Ripercorrendo la storia del palazzo del Quirinale, possiamo rilevare che già dall’Impero Romano il colle era la zona preferita per la costruzione di residenze estive. Dalla fine del XVI secolo anche i pontefici la sceglievano, come sede estiva del pontificato: e uno dei motivi, oltre a quelli già citati, era un fattore meteorologico. Qui infatti soffiava e soffia il Ponentino, un vento occidentale che contribuisce a stemperare la calura estiva.