Il processo di Wilde per omosessualità del 1895

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il processo di wilde
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Che Oscar Wilde, uno tra i più celebri scrittori ed esponenti dell’estetismo e del decadentismo britannico, fosse una figura eccentrica lo abbiamo sempre saputo tutti. Diverse volte egli è stato al centro dell’attenzione per i suoi comportamenti o per il modo di fare. L’accusa di cui, tuttavia, parliamo oggi è diversa: Il processo di Wilde per omosessualità del 1895.

Cosa portò al processo di Wilde?

Il 5 aprile del 1895 iniziò uno dei due processi che lo videro tristemente protagonista. Fu lo stesso Wilde ad accusare di calunnia John Sholto Douglas, marchese di Queensberry, padre di Alfred Douglas. Douglas e Wilde avevano una relazione dal 1891. Il processo di Wilde si concluse con la condanna dello stesso scrittore, incastrato dalle prove che ammettevano la sua omosessualità raccolte da alcuni investigatori.

Il costume vittoriano

Effettivamente non era un segreto che Wilde, nonostante fosse sposato con Constance Mary Lloyd, avesse una relazione con Douglas. Più che il matrimonio, l’impedimento più grande doveva essere il costume vittoriano. Austero e casto esso era in completo disaccordo con il comportamento dello scrittore a cui, tuttavia, le convenzioni sociali non importavano in maniera così gravosa.

La relazione tra Wilde e Douglas

La loro relazione non era di certo tra le più tranquille, anzi: era un rapporto volubile e ostacolato in particolar modo dal padre di Douglas, il futuro calunniatore di Wilde. Un rapporto pieno di litigi e tragici abbandoni che si concludevano sempre con il ritorno spassionato di uno dei due amanti o per intercessione di terzi o per minacce, come quella del giovane Alfred di suicidio in caso Wilde non fosse tornato.

La fine del processo di Wilde

Da questo primo processo si passò così al secondo processo di Wilde: l’accusa di sodomia che si concluse con i due anni di reclusione dello scrittore presso il carcere Reading. A questo processo erano state presentate 15 testimonianze contro lo scrittore irlandese: una di queste era proprio il suo capolavoro: Il ritratto di Dorian Gray. Dorian Gray, infatti, fu una di quelle opere che sembrano state scritte in un futuro troppo lontano per le menti che abitavano quell’epoca.

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