Il primo numero di Life magazine in edicola 84 anni fa

La rivista di fotogiornalismo ha portato l'attenzione del pubblico su temi di attualità, cronaca e costume. Sulla copertina del magazine del 1936 la costruzione della diga di Fort Peck

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primo numero di Life magazine
L'edizione del 23 novembre 1936 è considerata un oggetto da collezione (immagine da Etsy.com).

Il 23 novembre 1936 esce il primo numero di Life magazine, in versione rinnovata. La rivista, pubblicata fin dal 1833, cambia impostazione coll’editore Henry Luce che la trasforma in un settimanale di fotogiornalismo. Il periodico trova il favore del pubblico mondiale per la forza comunicativa dei servizi, in cui capeggiano scatti d’autore. Dal 1972 entra in crisi, diventando prima uno speciale, poi un mensile e infine, tra il 2004 e il 2007 un supplemento ai giornali americani. Il nome della testata è comunque ancora usato per libri e pubblicazioni e l’archivio è consultabile on line.

Perché è importante il primo numero di Life magazine?

Collegato al Time, di cui Luce è fondatore, il magazine mostra i fatti e i personaggi, allontanandosi dal tradizionale racconto cronachistico. Collabora alla realizzazione della rivista Margaret Bourke-White che percepisce la novità dell’idea dell’editore. La rivista in edicola 84 anni fa aveva in copertina proprio un’immagine della fotografa con le strutture della diga di Fort Peck in Montana. Lo scatto rappresentava uno degli interventi pubblici del New deal del presidente Franklin Roosevelt ed è un simbolo dedegli anni Trenta.
Il cambiamento avviene in breve tempo. I lettori si abituano così a fruire le notizie focalizzando l’attenzione sulle foto che descrivono da sole le vicende. Nella redazione di Life c’erano soprattutto fotografi e gli articolisti seguivano direttive specifiche per la linea editoriale data al periodico. Il magazine arriva a vendere più di 8 milioni di copie e influenza lo stile di vita degli americani fino ai primi decenni del 21° secolo.

I servizi di Life più famosi sono quelli che descrivono la Seconda guerra mondiale e il D-Day con le foto di Robert Capa, oltre ai conflitti in Korea e Vietnam. Sono pagine che portano l’attenzione del pubblico su avvenimenti tragici, mostrandone gli effetti sulla gente e i territori.

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