Il “Pratone”: a Milano la versione macro ideato nel 1971

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Il “Pratone” a Milano è esposto da Gufram. Ideato nel 1971 da Ceretti, Derossi & Rosso per la Design Week. E’ possibile visitare la versione macro per i suoi 50 anni. Gufram lo ha espanso in versione gonfiabile, dando la possibilità ai visitatori di perdersi al suo interno tra steli giganti, come in un labirinto.

Chi ha realizzato l’opera il “Pratone” in esposizione a Milano?

Il “Pratone” è un oggetto di disegno industriale progettato dai designer italiani Giorgio Ceretti, Pietro Derossi, Riccardo Rosso nel 1971. La messa in produzione nello stesso anno dall’azienda italiana Gufram. Si tratta di un prodotto molto rilevante nella storia del design italiano. E’ esposto in moltissimi musei d’arte moderna e di design come per esempio al MART di Rovereto ma anche al PLart di Napoli. Fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano, dove è lo hanno esposto durante la 4ª edizione di quest’ultimo “Le fabbriche dei sogni” anche nel 2011.

Come è fatta l’opera

Si tratta di un oggetto che ruota attorno al concetto di massima espressione di creatività a discapito anche di esigenze funzionali. Non a caso il “Pratone” oltre ad essere un’insolita seduta dove l’utilizzatore si abbandona sdraiandosi tra gli enormi morbidi fili d’erba che la compongono. E’ principalmente un’opera d’arte contemporanea decorativa, che racchiude quindi tutto il concetto di inutilità che porta con sé il termine “arte”. La seduta è comunque funzionale nel suo scopo, permette quindi di raggiungere una posizione comoda anche se insolita.

La Forma del “Pratone”

Si presenta come una grande porzione di prato i cui lati ondulati permettono di accoppiare più pezzi creando un vasto prato verde artificiale di grandi dimensioni. Dalla base quadrata di ogni singolo pezzo si innalzano spessi fili d’erba sagomati orientati in modo diverso gli uni rispetto agli altri con una certa logica. Di colore verde molto vivace, Pratone è diventato presto un’icona dell’arredamento “pop” degli anni settanta e seguenti.

Museo digitale nel 2026 a Milano

Le caratteristiche tecniche del “Pratone”

Pratone è realizzato in un unico materiale, si tratta infatti di un unico pezzo in poliuretano espanso, schiumato a freddo e rivestito in vernice lavabile brevettata dalla Gufram stessa, denominata “Guflac“. Il materiale ha una densità tale che permette agli steli di avere ottime proprietà meccaniche soprattutto per quanto riguarda la loro deformazione elastica. Gli steli infatti riprendono facilmente la forma iniziale dopo l’utilizzo. Le dimensioni cadauno a base quadrata sono: 140 cm di altezza e ogni stelo 95 cm e il peso  è 52 kg l’uno.

E’ sicuramente un oggetto e altrettanto sicuramente è una icona del design internazionale

Non è una sedia, non è una poltrona, non è una chaise longue ma è qualcosa che si chiama “Pratone”. Senza dubbio un’opera d’arte dallo stile pop con una spiccata dose di ironia. Nella relazione tecnica del progetto è descritto così: “Si tratta di un oggetto per il riposo singolo e collettivo, riposo momentaneo, instabile, sempre da conquistare per l’elasticità del materiale. Partendo da due misteri contrapposti, l’erba come riferimento biologico e il materiale sintetico come presenza artificiale, questo oggetto si pone nell’ambito delle ricerche formali volte a liberare la gente da alcuni condizionamenti nel suo comportamento abituale. Propone cioè un controllo critico di certe condizioni fisiche anche senza avanzare serie alternative”. Un progetto visionario, anticonvenzionale, insolito e dissacrante, è sufficiente guardare il Pratone per capire quanti anni luce è lontano dallo stile borghese degli anni Settanta, libero dagli schemi, ironico e rivoluzionario.