Il potere inquinante della cosmesi: l’altro volto della bellezza

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Il potere inquinante

Il potere inquinante della cosmesi è un aspetto che sta assumendo sempre più rilevanza. L’industria della bellezza, dietro la sua copertina sfavillante, cela infatti un lato oscuro. L’impatto ambientale conseguente alla produzione ed all’impiego di prodotti cosmetici ha un’incidenza piuttosto elevata al giorno d’oggi. Nonostante la sensibilità al tema si sia acuita negli ultimi tempi, le aziende devono ancora compiere passi da gigante, al fine di limitare effettivamente i danni. Per quanto il mondo della cosmesi non venga additato tra i principali nemici dell’ambiente, svolge un ruolo che vi contribuisce in misura non indifferente.

Il potere inquinante della cosmesi: in che modo la bellezza incide sull’ambiente?

Il desiderio di migliorare noi stessi, ricorrendo al potere dei cosmetici è comune e diffuso. Il mondo della cosmesi compie oggi grandi progressi nella scoperta di prodotti coadiuvanti mirati al miglioramento del proprio aspetto. Di conseguenza, sempre più persone ne stanno abbracciando il mercato, rivolgendosi ad esso. In fase di continua espansione, dunque, l’industria beauty si trova a dover soddisfare una domanda sempre più elevata. Recenti studi ed indagini sul settore hanno dimostrato che l’attività dell’industria cosmetica ha un impatto alquanto serio ai danni del pianeta, con emissioni di gas serra comprese tra lo 0,5% ed l’1,5%. In base a questi dati si è successivamente evidenziato il fatto che, di queste emissioni, il 20% deriva dal packaging e solamente il 10% dal trasporto e dall’estrazione delle materie prime. Quanto maggiormente incide, pertanto, con il 40% delle emissioni è proprio la fase dell’utilizzo del prodotto.

Packaging, trasporto ed impiego dei cosmetici

Tra gli elementi che vengono comunemente ritenuti responsabili di un più incisivo impatto ambientale vi sono le confezioni. In effetti, secondo alcuni sondaggi, i consumatori si rivelano particolarmente attenti al tema. Oltre il 75% degli intervistati preferisce acquistare prodotti contenuti in packaging plastic free, riciclabili e riutilizzabili. Tuttavia il packaging non è sufficiente a rendere il prodotto sostenibile e solidale. Infatti, sono molti gli elementi che costituiscono la catena. Affinché un prodotto sia sostenibile, l’intero processo di produzione, dall’estrazione delle materie prime al loro assembramento deve rispettarne i canoni. A tal proposito, è bene sfatare il mito ampiamente diffuso secondo cui l’impiego di sole risorse naturali sia a prescindere la scelta più giusta. Infatti, questo processo potrebbe causare un più elevato impatto in termini di sfruttamento del suolo e acqua. Senza escludere l’impatto sociale, si pensi al lavoro minorile impiegato nelle miniere per l’estrazione di materiali quali la mica.

Il potere inquinante del beauty: la fase dell’utilizzo

Se da un lato dunque bisogna prestare ai due aspetti sopra elencati, dall’altro è bene non lasciarsi sfuggire un particolare che spesso non è ritenuto degno di nota. Si tratta della fase dell’impiego del prodotto. Basti pensare a prodotti la cui rimozione richiede un lungo risciacquo, ad esempio il make-up o i gel doccia. Al fine di limitare questi danni esistono diversi espedienti a cui si può ricorrere. Infatti, molti prodotti contengono mica prodotta in laboratorio, sintetica e dunque non di origine naturale. Al contempo, molte aziende hanno iniziato a produrre shampoo in formato solido. Con l’impegno comune rivolto al medesimo obbiettivo di ridurre il problema ambientale, sarà indubbiamente possibile scorgere risultati tangibili in breve tempo.