Il ponte Gobbo a Bobbio tra leggenda e arte

Una struttura antica che rappresenta la città del piacentino e ha colpito anche la fantasia di Leonardo

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Ponte Gobbo a Bobbio
Un'immagine del ponte

Il ponte Gobbo a Bobbio ha un’architettura romanica ed è legato a San Colombano. Apparare anche nel quadro della Gioconda, sullo sfondo. La struttura e la grandezza lo rendono uno dei simboli della città.

Com’è fatto il ponte Gobbo a Bobbio?

In pietra, ha 11 campate di dimensioni diverse ed è lungo 273 metri; presenta poi un profilo irregolare che gli conferisce il nome. Nella parte superiore delle arcate maggiori ci sono delle edicole e le statue di San Colombano e della Madonna ausiliatrice. Un documento del 1196 conservato negli archivi storici bobbiesi parla della manutenzione della struttura. Il Ponte del diavolo si trova nei pressi di quello romano che collegava le sponde del Trebbia. Accanto sorgeva l’abitato ligure-celtico. Tuttavia, rimangono soltanto I resti della costruzione altomedievale poi rimaneggiata dai monaci dell’abbazia. Successive manutenzioni gli hanno dato l’aspetto attuale: infatti in precedenza era più piccolo e aveva solo quattro volte. Per secoli inoltre fu meta di pellegrini e processioni religiose con benedizioni.


Un dettaglio della Gioconda mai studiato: la sedia


Il ponte Gobbo e la Gioconda

Sullo sfondo del capolavoro vinciano compare un ponte che la studiosa Carla Glori ha riconosciuto in quello di Bobbio. Nel libro “Enigma Leonardo: la Gioconda, in memoria di Bianca”, identifica Monna Lisa con Bianca Giovanna Sforza, figlia di Ludovico il Moro. Quindi afferma che il dipinto rappresenta il paesaggio del piacentino, ripreso da una finestra al piano alto del castello Malaspina. L’artista ha perciò realizzato qualche dettaglio durante il soggiorno nella corte milanese. Conferma l’ipotesi dell’esperta un’elaborazione 3D della struttura e del territorio attorno al fortilizio. Infatti, le anse del fiume, le alture e la posizione delle campate corrispondono agli elementi alla destra del quadro.

La leggenda di San Colombano

Nel Medioevo, la costruzione di un ponte era un’opera considerata quasi prodigiosa. Spesso leggende che parlano del diavolo accompagnano la realizzazione delle strutture che uniscono due luoghi che la natura ha separato. Anche per quello di Bobbio si tramanda un simile racconto. San Colombano, responsabile del monastero locale, incontra il demonio che gli promette di edificare una passerella in una notte. Il lavoro non è però senza compromessi e Satana in cambio vuole l’anima del primo che l’attraversa. L’abate accetta e il maligno con l’aiuto di alcune anime dannate che reggono le volte, conclude in breve tempo l’intervento. Al mattino attende la vittima, ma il religioso gli manda solo un cane. Arrabbiato per l’affronto subìto, prende a calci il collegamento che diventa così sghembo, caratteristica che lo contraddistingue ancora oggi.

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