Il pericolo dell’onda nera banalizzato dalla destra

Il pericolo dell’onda nera non è un fenomeno di nicchia ma il risultato dell'azzeramento della storia e dell'annullamento del suo significato.

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Il pericolo dell'onda nera

La romanticissima idea del popolo che lotta, va bene soltanto a far sognare per qualche settimana. Perchè è difficile concepire fino in fondo che il pericolo dell’onda nera sia “solo” un fenomeno di nicchia. Presente nei dati elettorali. Difatti le immagini giunte da Roma, sabato scorso, dopo il corteo no Pass, ne sono l’emblema. Tuttavia la banalizzazione strisciante e progressiva del fascismo che è stata fatta in questi ultimi decenni ha prodotto come risultato l’azzeramento della storia. L’annullamento del suo significato, e l’indebolimento del suo giudizio.

C’è il pericolo dell’onda nera?

Se il fascismo storico, ovvero quello che si concretizzò tra il 1919 e il 1945, è ormai morto, l’idea che pulsioni neofasciste, viste nei giorni scorsi nel nostro Paese, possano prendere ancora più forza, è una tesi in agguato. Di certo il fascismo non è un pensiero. Il fascismo è sempre stato violenza criminale. E in piazza, a Roma, c’erano alcune migliaia di persone, che hanno voluto sottolineare il loro legame con quella tradizione fascista. Pertanto la “propaganda ossessiva di ritorno al fascismo“, così definita dai partiti di centrodestra, non serve per creare uno stato di paura e di tensione. Bensì a portare a riflettere sul pericolo di un rigurgito fascista in Italia. E’ fondamentale ricordare che uno dei più grandi imbrogli del fascismo è stato quello di aver convinto a lungo un ammasso eterogeneo di persone, di essere un popolo. E di formare una nazione.


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L’ideologia fascista è morta?

Sono trascorsi ormai 70 anni dal quel periodo buio, e ottusità ed ignoranza ingabbiano ancora una parte non trascurabile della popolazione italiana. Che porta ogni individuo a confidare sulle proprie capacità valutative in modo inversamente proporzionale alla propria cultura. E, soprattutto, modestia. Ecco il perché della nostra ben poco lusinghiera presenza al primo posto nella graduatoria dell’analfabetismo funzionale. Che non spiega forse del tutto la rinascita dell’ideologia fascista. Ma in gran parte si! Sempre più spesso si sente ripetere nelle discussioni di politica che “Il fascismo ha fatto anche buone cose”. Ma è difficile trovare i meriti di un regime condannato dalla storia per aver sommato, tra le altre colpe, quella di aver esaltato gli stupidi e represso gli intelligenti. Una dittatura non ammette il libero pensiero. Men che meno la critica e il dubbio!

Recrudescenza dell’onda nera

Il nuovo fascismo dunque è più scaltro. Più subdolo di quello delle origini. Perchè si insinua nella mente dei giovani con messaggi semplici e di immediata comprensione. Lotta, alla corruzione, al nomadismo e a tutte quelle manifestazioni di disordine sociale che le nostre città, purtroppo va detto, mostrano in abbondanza. E’ il volto di un fascismo “buono”. Che mostra decisione nel difendere gli ideali di chiesa, patria e famiglia. Quelli tanto cari alle destre estreme di tutto il mondo, e sbandierati alla luce del sole. Per poi essere negati nei fatti. Perciò chi orgogliosamente rivendica il ruolo di antifascista, capisce che il fascismo è un modo, pericoloso e scorretto. Qualunque sia il colore di cui decida di vestirsi.