Il Parlamento turco approva l’invio di truppe in Libia

Decisione non condivisa quella del Parlamento turco. 325 voti a favore e 184 contrari alla mozione che fornisce alle forze armate turche un mandato, della durata di un anno, per intervenire in Libia.

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Come riferisce l’agenzia di stampa ‘Anadolu’, il Parlamento di Ankara ha approvato l’invio di militari turchi in Libia accanto alle forze del governo di Tripoli di al Sarraj, come richiesto dal governo del premier libico Fayez al-Serraj.

L’obiettivo è quello di rafforzare la presenza militare a sostegno del governo di accordo nazionale per fermare l’avanzata dell’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar, che da aprile cerca di prendere il controllo di Tripoli.

Viene così autorizzato il dispiegamento delle truppe in Libia per un anno. Decisione sostenuta dall’Akp e dagli alleati del Partito nazionalista Mhp. Contrari invece il principale partito di opposizione, il repubblicano Chp, il partito Iyi e i filo-curdi dell’Hdp.

La mozione sarebbe passata con 325 voti favorevoli e 184 contrari.

Uno dei portavoce del servizio di azione esterna dell’Unione europea, dopo l’approvazione della mozione, ha affermato “Abbiamo sottolineato in varie occasioni, l’ultima è stata il 23 dicembre scorso, che non esiste una soluzione militare per il conflitto in Libia“. “L’Ue ribadisce a tutte le parti interessate il suo appello a cessare tutte le azioni militari e riprendere il dialogo politico“.

Sempre secondo l’agenzia di stampa ‘Anadolu, un colloquio telefonico si sarebbe svolto tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e Donald Trump sugli sviluppi della crisi in Libia e in Siria. Erdogan avrebbe espresso preoccupazione per gli attacchi contro le forze di sicurezza Usa in Iraq, ma anche soddisfazione per la cessazione delle azioni contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad.

Durante la telefonata è stata anche evidenziata l’importanza della diplomazia per risolvere le questioni regionali e i due presidenti avrebbero concordato di rafforzare le relazioni bilaterali.

Le opinioni dissenzienti

Ma le opinioni di diversi governi sono assolutamente contrarie.

Il vice ministro degli Esteri Marina Sereni twitta “Il voto del Parlamento turco sulla Libia aumenta le tensioni in un quadro già drammatico“. “La missione Ue proposta dall’Italia è sempre più importante per chiedere a tutti gli attori di rispettare l’embargo Onu, far tacere le armi, ridare voce alla politica“.

L’Egitto condanna fermamente la decisione del Parlamento turco con cui è stato deciso di “inviare forze turche in Libia”, come si legge sulla pagina Facebook del ministero degli Esteri egiziano. Il Cairo infatti offre appoggio al generale Haftar che, nell’intento di conquistare Tripoli, nell’arco di 8 mesi ha innescato un conflitto che finora ha causato la morte di oltre 2.000 combattenti dei due schieramenti, tra cui più di 280 civili, secondo le stime dell’Onu.

Anche la Lega araba condanna la decisione del Parlamento turco e afferma il proprio sostegno alla soluzione politica in Libia attraverso l’attuazione dell’accordo di Skhirat.

Intanto un drone turco è stato abbattuto ad Ain Zara, zona sud-orientale di Tripoli, a 12 km in linea d’aria dal centro della capitale libica. La notizia, pubblicata sulla pagina Facebook della “Divisione informazione di guerra” delle forze del generale Haftar, viene accreditata da tweet di Al Arabiya e Sky News Arabiya che citano proprie fonti.

Già un mese fa le forze di Haftar avevano annunciato l’abbattimento di un drone turco nella stessa zona.

Un alto ufficiale delle forze del generale Haftar ha affermato che l’Esercito nazionale libico non permetterà la presenza di qualsiasi forza turca ostile sul territorio libico e che le forze sono già pronte a combattere. Sarebbero già state ideate anche misure militari di precauzione per essere pronti ad un eventuale scontro.

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