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Al Museo del Cairo è stato esposto per la prima volta il prezioso reperto che rappresenta una delle più antiche testimonianze di scrittura su papiro mai ritrovate in Egitto. Scoperto nel 2013 da Tallet e il suo team di archeologi franco-egiziani vicino al porto di Wadi el-Jarf, a circa 120 km da Suez, un papiro antichissimo di circa 4500 anni fa. Appartiene alla quarta dinastia che comprende un arco di tempo dal 2620 a.C. al 2500 a.C., quella del Faraone Cheope, famoso soprattutto per la Grande Piramide che si trova a Giza. L’importanza di questi papiri è legata al fatto che descrivono affascinanti dettagli della vita quotidiana degli antichi egizi e rivelano informazioni relative ai lavori preparatori per l’edificazione della Piramide di Cheope.

“Si tratta di uno dei papiri più antichi mai ritrovati – ha spiegato El-Sayed Mahfouz, egittologo e professore di antichità all’Università di Assyut – non solo d’Egitto, ma della storia dell’umanità”. “Spiega il sistema amministrativo in vigore durante la fine della dinastia di Cheope: l’organizzazione del lavoro, come venivano tagliate le pietre, trasportate e poi assemblate per costruire la grande piramide. C’erano tanti grandiosi progetti del genere a quel tempo”.

Il lavoro che Tallet e il suo team hanno fatto lungo il Mar Rosso si collega con il lavoro di Mark Lehner a Giza. Alla fine del 1980, Lehner iniziò uno scavo a tutto campo su ciò che risultò essere una zona residenziale di lavoratori a poche centinaia di metri dalle piramidi e dalla Sfinge per 20.000 persone.

Dal Papiro si apprende che l’esplosione dell’attività marittima fu indubbiamente guidata dall’impresa monumentale delle piramidi, di fatti, delle imbarcazioni erano destinate alla navigazione sul Nilo e al trasporto di materiali lungo il fiume. Gli antichi egizi, maestri di costruzione di canali di irrigazione, furono capaci di reindirizzare il Nilo per i loro scopi, cioè costruirono un porticciolo vicino al complesso della Piramide. Lavorare sulle barche reali era poi considerato fonte di prestigio, poiché prestavano servizio per i fine del faraone.  A quanto pare tutte le regioni dell’Egitto erano coinvolte nel grande progetto di costruzione di Giza: il granito proveniva da Assuan, molto più a sud, il cibo dal delta del Nilo a nord, il calcare da Tura a 12 miglia a sud del Cairo.  A giudicare dai resti del sito, i lavoratori impegnati nella costruzione della Piramide di Cheope consumavano grandi quantità di carne bovina, addirittura i tagli migliori, pollo, pesce e birra. Le mandrie bovine da carne erano per lo più allevate in fattorie rurali e poi trasportate in barca agli insediamenti reali di Memphis e Giza, dove venivano macellate. La carne di maiale al contrario era mangiata dalla gente di grado inferiore che prestava servizio nella produzione e distribuzione del cibo per altri, cioè da coloro che lavoravano affinché gli operai delle piramidi godessero della migliore carne bovina.

Lontane, quindi, sono le teorie che si sono alimentate riguardo la costruzione delle piramide, ovvero, alieni, abitanti di Atlantide, schiavi, e qualsivolglia teoria assurda. Erano ottimi costruttori, ingegneri, medici e lavoratori al servizio del faraone che ben li sapeva ricompensare.

Dott.ssa Rosa Ferro

 

 

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