Il Papa sull’aborto: si tratta di una questione etica

Il Papa sull'aborto difende le donne argentine che non vogliono legalizzare la pratica, lanciando un segnale al mondo

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Il Papa sull'aborto

Il Papa sull’aborto è stato chiaro: “E’ bene porsi due domande: per risolvere un problema, è giusto eliminare una vita umana? Ed è giusto assumere un killer?”. Il pontefice descrive tutti i medici non obiettori come killer, con delle parole durissime rivolte alle donne argentine. Infatti, in Argentina si sta provando a legalizzare l’aborto, ma alcune donne si stanno opponendo duramente al progresso. In particolare, le “attiviste” chiedevano l’aiuto del Papa per una battaglia che sicuramente lui avrebbe appoggiato. A quanto pare non si sbagliavano. Lui le ha ringraziate e le ha incoraggiate ad andare avanti.

Cosa ha detto il Papa sull’aborto?

Francesco si dice orgoglioso delle donne argentine, dicendo che: “Il problema dell’aborto non è una questione principalmente di religione, bensì di etica umana, prim’ancora che di qualsiasi confessione religiosa”. Una questione etica che però alla religione cattolica sta molto a cuore. Le donne argentine hanno subito pensato che dall’attuazione della legge in poi, ci sarebbe stata un’orda di adolescenti con gravidanze inattese pronte ad abortire con facilità. E’ ovvio che la questione non è questa. Dal 1978 quando l’aborto è diventato legale in Italia, tutti si aspettavano lo stesso. Non abbiamo mai visto però una migrazione di 15enni correre in ospedale per divertimento. Lo sfruttamento di un diritto personale non deve essere utilizzato come arma contro il diritto stesso. “Siamo sopraffatte dal freddo terrore se pensiamo che questa proposta di legge mira a coltivare l’idea che l’aborto è una possibilità in più nella gamma dei metodi contraccettivi e che i suoi principali destinatari sono le ragazze povere“. Queste sono state le parole delle donne argentine.

Un dibattito infinito

Parto dal presupposto che sono una donna e che non vorrei mai che mi venisse tolto il diritto di poter fare quello che voglio con il mio corpo, anche se poi non ne usufruirò mai. In Italia c’è un dibattito che sembra infinito, probabilmente legato alla grande influenza cattolica che aleggia nelle nostre strade. Ovvio, decidere se a meno di tre mesi un feto sia una vita umana oppure no non è una cosa da poco. Ma una volta che il mondo intero ha dibattuto per anni sulla questione e ha deciso che no, non sarebbe omicidio, questa ipotesi va scartata. Soprattutto va scartata l’idea che le giovani ragazze, ancora meglio se povere, non vedano l’ora di farsi mettere incinta perché poi possono abortire. L’aborto non è una passeggiata, per nessuno e non ci sono dati che dimostrino questo crescente timore. Forse, la mancanza di dati dipende dal fatto che il diritto all’aborto non è mai stato garantito davvero fino infondo.

Il Papa sull’aborto: un po’ di dati

In Italia, 7 ginecologi su 10 sono obiettori. Ci sono 5 regioni in cui i medici obiettori raggiungono anche la soglia del 80/90%, rendendo di fatto inapplicabile il diritto all’aborto. Secondo molti osservatori dipende dall’età avanzata della maggior parte dei nostri medici. Probabilmente hanno iniziato a lavorare quando la legge sull’aborto era ancora un lontano incubo e ora conservano quel ricordo. La verità è che se abiti in Molise devi scavalcare il 92,3% dei medici obiettori prima di riuscire davvero ad applicare il tuo diritto. Perché sì, si tratta di un diritto. In Polonia hanno provato a restringerlo ancora di più e guardate cosa è successo, le donne hanno detto di no. Sul corpo delle donne non decide né il governo né la chiesa. Poi vorrei sottolineare che vietare l’aborto non elimina la pratica. Torniamo sempre in Polonia, in Polonia ogni anno ci sono dai 100.000 ai 150.000 aborti clandestini. Questo genere di aborti sono estremamente pericolosi per le donne. La verità, è che se le donne argentine vorranno abortire, devono avere il diritto di farlo. Perché nel 2020 non può più essere la Chiesa a decidere che cosa abbiamo o non abbiamo il diritto di fare.

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