Il Papa re e l’Unione europea in nome del “migrazionismo”

La guerra santa del Papa re al sovranismo

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Il Papa re e l’Unione europea sono due istituzioni che in questi anni hanno avuto modo di dialogare. Papa Francesco e Unione Europea formano ormai un fronte unico su molte questioni ma soprattutto sul “migrazionismo”.

Il Papa re e l’Unione europea fronte unito

Il fronte è unito soprattutto in quelli che il Papa re Francesco I definisce un avversario terribile: il sovranismo. La grande mobilità verso l’Unione Europea da parte della Chiesa cattolica, è emersa durante la campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Quella è stata l’occasione in cui la Santa Sede, con tutte le gerarchie, ha fatto capire di aver operato una scelta di campo. Quella contro la presunta ricomparsa del nazionalismo novecentesco, e dunque contro la possibilità che il sovranismo-populista divenisse maggioritario in seno ad un contesto istituzionale.

I vescovi cattolici europei abbracciano l’Unione europea


I vescovi europei si sono schierati con quelle realtà pro accoglienza dei migranti, e lo hanno fatto in nome dei precetti evangelici. Il punto più alto è stato raggiunto con gli appelli di Bergoglio contro il sovranismo. Anche le scelte dei cardinali nominati in Concistoro nell’ottobre del 2019, ha tenuto in considerazione chi si era distinto per una posizione “aperta”. Anche per questo motivo forse, alcune realtà sovraniste hanno iniziato a simpatizzare per Benedetto XVI.


Il Vaticano e l’Unione europea contro il sovranismo


Il Papa re non si nasconde è si mostra fortemente critico verso il sovranismo. Papa Francesco nel corso di questo periodo da pontefice, si è espresso dicendo: “Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. Prima noi! Noi! Noi! Sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre“.

Il Papa re e la politica estera

Il Papa ha sempre elogiato l’operato della presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen. Ma come mai il Pontefice è così schiacciato su queste istanze?

Il Papa re guarda fuori casa


Donald Trump, che è considerato un sovranista, ha raggiunto importanti traguardi in politica estera, con i trattati di pace come quello tra Israele ed Emirati Arabi Uniti. Eppure Bergoglio è convinto che il sovranismo-populista rappresenti un pericolo. Secondo il professor Roberto De Mattei, presidente della Fondazio Lepanto la posizione del Papa è inusuale. “L’atteggiamento di Papa Francesco nei confronti dell’Unione Europea si situa in aperta discontinuità con l’atteggiamento di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Loro hanno sempre insistito sulla necessità di difendere le radici cristiane dell’Europa“. Giovanni Paolo II, il 16 dicembre 2000 contrappose l’Europa di Carlo Magno a quella di Bruxelles. Denunciò il carattere secolarista della Carta dei Diritti di Nizza, che rappresenta oggi la Magna Charta dell’Unione Europea”.

Quindi esisterebbe una strategia precisa sui fenomeni migratori?


Il professor De Mattei aggiunge: “Lo stesso papa Wojtila, nel 2003 ha dedicato a questo tema: l’esortazione apostolica Ecclesia in Europa. Papa Francesco esalta l’Europa di Bruxelles e oppone al modello dell’Europa cristiana quello di un’Europa meticcia. In cui religioni, etnie e culture si dissolvono in un processo di vorticosa ibridazione“. Mescolare ti fa crescere, ti dà nuova vita. Sviluppa incroci, mutazioni e conferisce originalità”. Il sovranismo vuole bloccare quel processo così importante che dà vita ai popoli e che è il meticciato. La battaglia di papa Francesco contro il sovranismo è, a mio parere, una battaglia contro l’identità storica, culturale e politica dei popoli, che la loro sovranità salvaguarda”. La battaglia di Francesco I è a tutto campo!

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