Il nuovo stato di diritto in Cina prende forma

Dopo le azioni dell'ente regolatore del mercato nel 2021, la Cina concretizza il proprio controllo sull'economia secondo lo stato di diritto

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La Cina ha redatto un nuovo piano quinquennale per attuazione e la costruzione di un governo sotto lo stato di diritto. Il piano si concretizzerà in nuove norme che colpiranno i settori dell’innovazione tecnologica, i monopoli e l’istruzione. Negli ultimi mesi, Pechino ha multato gli operatori del settore perché hanno sfruttato il capitale a proprio favore. Quindi, in Cina, bisogna rieducare la popolazione alla cultura comunista, non capitalista, basandosi sullo stato di diritto. Ossia sulla legge ed sul controllo statale.

Cos’è lo stato di diritto in Cina?

Per comprendere le modifiche allo stato di diritto è necessario prima comprendere cosa si intende in Cina per stato di diritto. Difatti, non è la medesima definizione di quella dei paesi occidentali per cui si intende: quella forma di stato che assicura la salvaguardia e il rispetto dei diritti e delle libertà dell’uomo. Invece, nel paese del Dragone si intende come il perseguimento del socialismo con caratteristiche cinesi. La via tracciata durante il 19° congresso del Pcc era, appunto, quella di costruire un sistema di stato di diritto socialista con caratteristiche cinesi con le seguenti costanti:

  • l’adesione alla direzione unitaria e centralizzata del Partito, inteso non nel suo complesso, ma con riferimento agli organi centrali con Xi Jinping “come fulcro”;
  • il perfezionamento dell’impianto ideologico dello stato di diritto socialista con caratteristiche cinesi;
  • il bisogno di “posizionare il popolo al centro”, provando a rispondere alla sempre maggiore richiesta di legalità che arriva dal basso, e rafforzando la tutela legale dei diritti ed interessi legittimi;
  • la considerazione costante della realtà concreta del paese, e delle esigenze economiche.

Cina: da dove provengono le nuove linee guida sullo stato di diritto?

Le nuove linee guida sullo stato di diritto sono state esposte, ieri, sull’agenzia governativa Xinhua. Lo spirito che traspare delle pagine è quello che la Cina voglia dare una forte accelerata economica e collegiale perseguendo il pensiero di Xi Jinping del 19° Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese, del 2017. Ossia quello riguardante lo Stato di Diritto sopramenzionato. Ed attuare pienamente lo spirito della Conferenza di lavoro del Comitato Centrale integrando seriamente il Comitato Centrale del Partito con il Consiglio di Stato. Dando, così, luogo ad una serie di importanti accordi decisionali per la costruzione del governo che si riflettono in uno schema di dieci punti.


La diplomazia cinese del XXI secolo


Cos’è il nuovo schema sullo stato di diritto in Cina?

Lo schema 2021 è un nuovo documento programmatico per la costruzione di un governo dello stato di diritto emanato dal Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e dal Consiglio di Stato. Questo nuovo schema emerge dal successo dello schema quinquennale precedente. Ed è una misura importante per attuare, in modo completo, il pensiero di Xi Jinping sullo stato di diritto appunto. Lo schema è stato pubblicato nella tarda serata di ieri, mercoledì 11 agosto, e annuncia un rafforzamento della supervisione governativa sulla società e sull’economia. Infatti, lo schema porterà a una nuova stretta del governo nei settori che coinvolgono la privacy, la gestione dei dati e l’antitrust.

Come attuare lo schema sullo stato di diritto in Cina?

Nelle risposte della conferenza stampa i funzionari cinesi hanno detto che dovranno individuare sistematicamente i risultati e le esperienze acquisite nei cinque anni trascorsi. E concentrarsi sulla nuova fase per attuare il nuovo concetto di sviluppo in una nuova era. Chiarendo che il nuovo orientamento dei dirigenti dovrà essere di convergenza e coordinamento con il “Piano per la costruzione dello stato di diritto in Cina (2020- 2025)”. Perciò, il Partito deve seguire da vicino “l’accelerazione della formazione di un sistema di governance del governo con chiare responsabilità definite dalla legge”. E perseguire l’obiettivo generale di costruzione di un governo unitario, secondo lo stato di diritto, entro il 2025. Rafforzando, in questo modo, la modernizzazione del sistema di governance del governo e le sue capacità di amministrazione.

Approccio incentrato sulle persone

La via per proporre tale nuovo schema è quello di aderire ad un approccio centrato sulle persone. Focalizzandosi sulla risoluzione dei problemi in sospeso che limitano l’avanzamento del governo dello Stato di diritto. Per far ciò bisogna attuare una sintesi approfondita delle misure di riforma che hanno avuto successo nelle varie regioni e dipartimenti. Facendo in modo che queste possono essere replicate e promosse anche in altri luoghi. Ma, allo stesso tempo bisogna anche proporre nuove misure in virtù delle nuove condizioni al fine di per promuovere lo sviluppo attivamente.


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Il piano sullo stato di diritto è l’opera di Xi Jingping

Il primo punto dello schema delinea quella che è l’idea di Xi Jinping e il raggiungimento dello stato di diritto. Già diverse regioni avevano compiuto sforzi significativi, nel precedente quinquennio, quando la supervisione e il rigore sono stati ampiamente utilizzati attraverso la “delega, amministrazione e servizio”. Per cui il controllo nelle pubbliche amministrazioni è stato ampiamente sviluppato rispetto a prima. Ma, la situazione attuale deve migliorarsi e promuovere un governo di diritto ancora più presente nella società. 

Migliorare il sistema funzionale delle agenzie governative 

L’obbiettivo, entro il 2025, è quello di migliorare il comportamento del governo, il quale sarà completamente integrato nel binario dello stato di diritto. Il sistema di amministrazione, secondo la legge, sarà sempre più perfetto e raggiungerà una qualità maggiore. Per far ciò, la Cina deve sviluppare un’agenzia governativa di supervisione con obiettivi e responsabilità chiari. Questa, di conseguenza, dovrà avere un’ordinata suddivisione sia di lavoro che di potere per permettere il coordinamento inter agenzia.

Piano di risanamento economico

Dopo la crisi globale dovuta alla pandemia, il governo ha annunciato nel nuovo piano, anche l’obiettivo di risanare il bilancio statale incentivando i controlli sulle imprese private. Oggi, infatti, i media statali del Security Times hanno riferito che gli enti regolatori bancari avrebbero intensificato i controlli sulle compagnie di assicurazioni. Al fine di proteggere gli interessi legali dei consumatori. 


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La regolamentazione legislativa e le emergenze

Uno degli obiettivi del governo annunciati ieri e quello di rafforzare la legislazione nei settori economici più importanti. Quali la sicurezza nazionale, l’innovazione tecnologica, la salute pubblica, la cultura e l’istruzione, la religione etnica, la biosicurezza, la civiltà ecologica, la prevenzione dei rischi, l’anti-monopolio e lo stato di diritto legato all’estero. Inoltre, i regolamenti che si occupano di cibo, medicine, risorse naturali, produzione industriale di sicurezza, trasporti, governance urbana saranno applicati rigorosamente. Per rispondere alle emergenze si utilizzeranno i metodi propri dello stato di diritto. Come ha insegnato la pandemia, quanto più importante e urgente è il lavoro, tanto più urgente è aderire all’amministrazione secondo la legge.

La regolamentazione sociale

Uno degli obiettivi di Xi Jinping è quello di migliorare il sistema amministrativo di prevenzione, mediazione e risoluzione dei conflitti e delle controversie sociali. Per promuovere costantemente l’equità e la giustizia sociale. Sforzandosi, così, di realizzare che gli interessi delle persone siano trattati in modo equo e la loro dignità sia rispettata. Per dipanare la risoluzione dei conflitti e delle controversie sul nascere, il nuovo schema da pieno potere al ruolo del riesame amministrativo come principale canale di risoluzione delle controversie amministrative. 

Migliorare il sistema di supervisione politica

Anche il potere deve avere le sue responsabilità. Queste responsabilità devono essere mantenute e coloro che falliscono devono essere ritenuti responsabili. Bisogna garantire la limitazione e il coordinamento reciproco del processo decisionale amministrativo, dell’esecuzione, dell’organizzazione e della supervisione. In modo che il partito e il potere conferito dal popolo siano sempre usati per la felicità del popolo stesso. La guida del partito è la garanzia fondamentale per governare integralmente il Paese secondo il diritto. È necessario insistere affinché il partito si occupi della situazione complessiva, si coordini con tutti i partiti, dia gioco al ruolo di guida dei comitati di partito a tutti i livelli. Mettendo, così, in pratica il pensiero di Xi Jingping secondo cui i principali responsabili dei governi a tutti i livelli e i loro dipartimenti devono svolgere con serietà i propri doveri di responsabilità per far progredire la costruzione dello stato di diritto del governo nelle rispettive regioni e dipartimenti e svolgere un impiego regolare.


I regolatori cinesi stanno prendendo di mira i giganti di Internet


Miglioramenti scientifici e digitali

Infine, la Cina deve compiere un ulteriore sforzo nell’aderire all’uso di Internet. Il governo deve dotarsi di big data, intelligenza artificiale e altri mezzi tecnici per promuovere l’amministrazione basata sulla legge. Nello sforzo di raggiungere un’integrazione profonda dell’informatizzazione della governance del governo e dello stato di diritto. Ottimizzando, in tal modo, i processi e i metodi di governance del governo, e migliorare vigorosamente il livello digitale della costruzione del governo legale. Accelerando i processi di costruzione di piattaforme informative e di condivisione ordinata dei dati sugli affari di governo. Lo sprint deve essere dato approfondendo la promozione della vigilanza di “Internet +” e delle forze dell’ordine. Costruendo un vero e proprio binomio “internet + supervisione” e realizzare l’integrazione di tutti gli aspetti dei dati sulla piattaforma comune, entro il 2022, per costituire un banca dati nazionale per le forze dell’ordine.