Il nuovo ruolo dell’esercito

I militari affiancano le forze dell'ordine nel controllo del territorio ma in alcuni paesi il loro ruolo non è chiaro.

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Donne esercito italiano
Non è vero che le piazza e le strade d’Italia siano vuote. Non ci sono pendolari, non ci sono gli studenti, non ci sono, o non ci dovrebbero essere gli anziani, ma ci sono i militari, una presenza anomala in Italia, dove non era comune vedere soldati agli angoli delle strade. Da alcuni anni, con l’operazione strade sicure, nelle piazze più belle del paese, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, sono usciti dalle loro caserme fanti, alpini, paracadutisti, lagunari in affiancamento alle forze dell’ordine ma in questi giorni la loro presenza è diventata più evidente sia per il più alto numero di personale impiegato sia perché sono spesso gli unici a passeggiare nelle piazze e nelle strade italiane. Fino a due settimane fa, le telecamere mostravano giovani che prendevano allegramente l’aperitivo sui navigli e anziani che andavano al mercato. Le misure del governo si sono allora inasprite e i controlli sono aumentati e se oggi non si è in grado di dimostrare il motivo per cui si è usciti di casa di rischiano 4000 euro di multa e fino a 4 anni di reclusione. Ed è così anche in altri paesi, il Guatemala ha arrestato più di 1.000 persone mentre in Perù si rischiano fino a tre anni di carcere. Cinque in Arabia Saudita.
Era dai tempi della seconda guerra mondiale che non si dichiarava uno stato di emergenza gestito da forze militari ma è l’unico modo per tenere le persone in casa, unico vaccino per ora per limitare il dilagare del virus. Ma fino a che punto e fino a quando è legittimo l’uso degli uomini con le stellette?
«È davvero facile rastrellare questi tipi di poteri e davvero difficile ridimensionarli» ha detto Juliette Kayyem, assistente segretaria della sicurezza nazionale nell'amministrazione Obama. «Una volta che i militari sono visti come una soluzione a un problema di salute pubblica, è difficile toglierli di mezzo». In diversi paesi, i leader hanno utilizzato la crisi della salute pubblica per reprimere la libertà di parola e altri diritti costituzionali, come in Libano, in Cile o Hong Kong dove le proteste continuavano da mesi e oggi sono sparite. 




Poiché le quarantene si estendono per mesi e la loro fine non è sicura, il governo Conte parla di 31 luglio per la fine dello stato di emergenza in Italia, non è sicuro come si può evolvere il ruolo delle forze di sicurezza. In alcune parti del mondo, i funzionari militari hanno iniziato non solo ad applicare le direttive sulla salute pubblica, ma a crearle. In Ecuador, che ha la più alta incidenza pro capite di covid-19 in America Latina, la provincia di Guayas è stata dichiarata una ‘zona di sicurezza nazionale’ e la pianificazione operativa è sotto controllo militare. Se nelle democrazie occidentali, alla fine dello stato di crisi tutto dovrebbe tornare alla normalità, in altri contesti tali comportamenti non sono rari, afferma Adam Isacson, direttore dell’ufficio statunitense per la difesa in America Latina. «Accade di frequente che durante queste crisi le competenze civili vengano sopraffatte (…) e nel contesto sudamericano la preoccupazione è che la forza militare possa diventare un ruolo permanente.»
La pandemia pone quindi un test massiccio e imprevisto.
"Dopo la fine di questo virus, si parla molto dell'emergere di un mondo in cui ci preoccupiamo dell'assistenza sanitaria e in cui si assisterà ad uno spostamento di priorità» ha dichiarato Kayyem da Harvard «ma è altrettanto probabile che il nuovo mondo sia uno in cui l'autorità più centralizzata è vista come la norma»
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