Il nuovo piano europeo: l’energia pulita per l’ambiente

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Il nuovo piano europeo

Il nuovo piano europeo energia mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. Un ulteriore impatto green a salvaguardia dell’ambiente.

Che cosa si preclude di fare il nuovo piano europeo?

Un ruolo importante anche quello del recovery fund. Il progetto è quello di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica entro il 2050. L’ambizioso progetto, mira proprio alla decarbonizzazione. Per attuare quanto prefissato, è quindi necessario l’utilizzo di fonti alternative per l’energia. Ciò che ad oggi, inquina più di tutto, producendo appunto CO2, sono le obsolete metodiche per generare energia. Parliamo quindi di petrolio, combustione dei gas e carbone. Tutti questi modi elencati, hanno un impatto ambientale distruttivo. I gas che si innalzano nei cieli, producono il famigerato “Effetto Serra” con conseguente innalzamento delle temperature globali.


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Il percorso iniziato sei anni fa

È stato grazie ai famosi “accordi di Parigi” che è iniziata una battaglia alle emissioni. Mediante questa conferenza, infatti, i paesi si sono impegnati a mantenere i livelli di inquinamento bassi, in modo da ristabilire la temperatura media globale al di sotto dei due gradi. L’Europa si mostra come impegno in un unico blocco, mettendo in atto il Green Deal. Con la pandemia, Bruxelles ha deciso di accorciare i tempi. Infatti, è stato deciso che entro il 2030 si dovrà arrivare ad una percentuale del 55%, in relazione al 1990. Per la messa in atto di tale progetto, serviranno almeno 100 miliardi di euro. Il denaro arriverà da “Just transition fund”. Per quanto riguarda l’Italia, entreranno in gioco i fondi del recovery. Il nostro paese si preclude di abbandonare le vecchie metodologie con l’uso di biogas e con le energie rinnovabili. A fronte di tale dichiarazione, è bene ricordare che si dovranno realizzare nuovi impianti e infrastrutture.

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