Il Nevada incorona il suo re

Vincendo le elezioni in Nevada, Bernie Sanders ha consolidato la sua leadership alla probabile nomina di candidato Democratico come oppositore di Donald Trump alle elezioni presidenziali di Novembre 2020

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Abbiamo vinto il voto popolare in Iowa, abbiamo vinto alle primarie del New Hampshire” dichiara dal Texas il trionfante 78enne Senatore del Vermont ai suoi sostenitori, aggiungendo “Abbiamo vinto nei caucus del Nevada”.

Abbiamo messo insieme un gruppo multigenerazionale, multirazziale che sarà in grado di vincere non solo in Nevada, ma che guiderà il Paese”, ha detto Sanders.

Il consenso che ha ricevuto in Nevada il socialista Bernie Sanders, anche considerando l’estrema eterogeneità della popolazione al voto, è un segno più che stimolante per consentirgli di affermare la sua leadership alla candidatura per la nomina a competitor Democratico di Donald Trump in vista delle elezioni a Washington.

Alle consultazioni le aspettative di Joe Biden non sono state del tutto deluse, garantendoli un discreto secondo posto, che da una nuova spinta alla sua corsa per la nomina presidenziale. 

L’ex vice Presidente necessitava di un decisivo cambio di rotta per potersi dire ancora in corsa dopo il fallimento nei due primi Stati al voto, Iowa e New Hampshire. 

Biden, il candidato più anziano, ha ottenuto il 19% dei consensi, seguito da Pete Buttigieg, in terza posizione con il 16%.

La stampa è frettolosa nel dichiarare la fine di qualcuno” ha commentato l’ex vice Presidente a Las Vegas “Ma noi siamo vivi e siamo tornati”, aggiungendo “E vinceremo!”.

Pete Buttigieg col suo discreto terzo posto si è congratulato con Sanders per la vittoria pur criticandone però la “inflessibilità ideologica” e ribadendo ai suoi elettori che il partito dell’Asinello dovrebbe seriamente riconsiderare la scelta di puntare su Sanders come controparte del Repubblicano Trump.

Il Nevada è stato il terzo appuntamento elettorale delle primarie del partito Democratico del 2020 iniziato con i caucus in Iowa e le primarie in New Hampshire, entrambi stati rurali e a maggioranza bianca.

Nevada: “first-in-the-west”

La prima votazione nella parte Ovest del Paese ha testato il carisma dei candidati tra la popolazione ispanica (il 30% circa) e afro americana (il 10%), che rappresentano la maggioranza dell’elettorato in Nevada.

Gli esiti in questo terzo Stato sono importanti anche per un altro motivo: caratteristica comune dei risultati nei primi Stati al voto è di predire già con discreto anticipo – e ben prima del “Super Tuesday”, in cui saranno aggiudicati 1/3 dei delegati – quale candidato riceverà il maggior numero di consensi in favore della nomina Democratica per la corsa alle presidenziali di Novembre 2020.

Steve Clemons, caporedattore di Atlantic e AtlanticLIVE, commentando la vittoria di Sanders in Nevada come “inaspettata”, ha dichiarato: “Penso che [il partito Democratico] riuscirà a individuare più rapidamente di quanto si pensasse [il proprio candidato], visto il consenso ottenuto da Bernie Sanders”.

Proseguendo nella sua analisi, il giornalista ha anche spiegato: “Joe Biden si sente sicuro, ma [l’aver ottenuto solo] il 19% in uno Stato come il Nevada, per molte persone è un risultato scioccante”. 

Quanto alle due donne in corsa, sottolinea Clemons, i loro risultati sono entrambi piuttosto deludenti in particolare quelli di Amy Klobuchar che è riuscita a stento a raggiungere la soglia minima delle preferenze, mentre Elizabeth Warren, nonostante il successo ottenuto sull’onda del un dibattito televisivo dello scorso venerdì, ha potuto solo ringraziare gli elettori per “avermi mantenuta in gara“. 

Nella sua analisi, Clemons ha anche rilevato che se fosse Sanders a ottenere la nomina del partito Democratco, la competizione di Novembre con Donald Trump si farebbe “straordinariamente intensa” commentando: “Assisteremo a uno scontro incredibilmente appassionato perché ciò che è chiaro di Bernie Sanders, dal suo posto nel Partito Democratico alla competizione che ha intavolata con i cosiddetti ‘moderati’, è che il grande sostegno dimostratogli [dai suoi elettori] è pari a quello su cui può contare Donald Trump”.

Da parte sua Trump, si è congratulato con “Crazy Bernie”, come ama definirlo il Presidente, riconoscendo l’ottimo risultato del Senatore del Vermont in Nevada. Così in un tweet: “Congratulazioni Bernie, ora non lasciare che te lo portino via”. 

Per evitare il caos dell’Iowa

Quale secondo stato al voto con il sistema dei caucus, preoccupazione primaria del Partito Democratico era evitare che si ripetesse in Nevada la débâcle della registrazione dei voti avvenuta in Iowa. 

I funzionari avevano promesso un sistema di trasmissione dei dati attraverso una linea telefonica e tramite l’invio di foto con gli schedari dei risultati per agevolare il vaglio dei voti. Tuttavia, alcune circoscrizioni hanno riferito lunghe attese sulle linee telefoniche, portando inevitabilmente a chiedersi che senso abbia allestire ancora tali procedimenti elettorali.

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