Il 15 Agosto 1961 la Repubblica Democratica Tedesca non si accontentò del filo spinato, ordinò di costruire un “mostro” di cemento per dividere Berlino

Il 13 agosto, esattamente due giorni fa, abbiamo ritenuto necessario ricordare l’inizio della costruzione del muro di Berlino. Ancora oggi quella cortina della città tedesca, in piedi per 28 lunghi anni, è ricordata come il segno più tangibile della divisione d’Europa e del mondo, come il tragico simbolo della guerra fredda, come un vento di odio che non voleva smettere di soffiare.

Al mattino del 13 agosto del lontano 1961 infatti i berlinesi si svegliarono colti dalla sorpresa e dallo sgomento: lunghi cordoni di filo spinato divisero la città di Berlino, separando i cittadini dell’est da quelli dell’ovest. Dopo soli due giorni, quindi il 15 agosto 1961, mattoni, cemento e pietre presero rapidamente il posto dei fili. La Repubblica Democratica Tedesca, filosovietica, creò un “mostro” di cemento, un muro, il muro della vergogna. Il 15 Agosto prefabbricati di cemento e di pietra divisero fisicamente Berlino: Berlino Ovest, la Repubblica Federale Tedesca, fu circondata da un muro lungo circa 155 chilometri. I sovrani della Germania dell’est, mente creativa del mostro di cemento, sostennero che si trattava di un muro di protezione antifascista ma fu chiaro fin dall’inizio che i motivi furono tutt’altri. Berlino Ovest rispetto alla parte orientale si inserì in un percorso di crescita economica. Lavoro, benessere, progresso fecero da padroni; Berlino Est invece fu ferma ad uno stadio di stagnazione, si limitò a sopravvivere. Tra la fine degli anni cinquanta e gli inizi degli anni sessanta del novecento, i sovietici assistettero imponenti ad un vero e proprio esodo verso l’occidente. La Repubblica Democratica inoltre soffrì di una fuga in massa di professionisti e lavoratori specializzati. I sovietici pensarono allora ad un muro di separazione, poderoso e invalicabile, per stroncare il le emigrazioni.

Un numero compreso tra 192 e 236 è il numero delle vittime, di tutti coloro uccisi dalle guardie nel tentativo di raggiungere l’occidente. Alcuni tentarono di fuggire gettandosi dalle proprie abitazioni e cercando di atterrare nella “parte giusta”. Il muro di Berlino è un capitolo di una storia cupa, crudele e agghiacciante. Una storia di efferatezze, di violenza e di troppa politica non degna del nome. Ricordiamo la storia affinchè la viva memoria sia un monito guardingo e guida per scelte mai ingiuste.

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