Il Montenegro affronta il neo colonialismo cinese

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Nel 2014 a Podgorica, il Montenegro aveva firmato un contratto con la Cina per la costruzione di un autostrada. Il tratto autostradale si sta sviluppando tra Belgrado, in Serbia, e il porto di Bar, in Montenegro. Però ora lo stato montenegrino non può pagare il proprio debito ed ha chiesto aiuto all’Unione Europea. L’Unione, però, ha replicato per voce di Peter Stano che l’Unione non ripagherà i prestiti con stati terzi.

A quanto ammonta il prestito?

Il prestito della banca cinese, Exim Bank (Export – Import Bank of China) è di un miliardo di dollari per il finanziamento dell’85% dell’autostrada. Il Montenegro dovrà rispondere al pagamento della prima rata del debito entro luglio 2021. Lo Stato è, così, finito nella trappola del debito cinese. L’origine di questo trappola si fonda sulle necessità di infrastrutture nei paesi che hanno aderito all’One Belt, One Road cinese. Ossia la nuova via della seta. Molti paesi, come il Montenegro, hanno preso accordi commerciali volti però all’indebitamento endemico con il dragone.

Chi ha stipulato l’accordo?

L’accordo era stato stipulato dal precedente governo montenegrino, in auge da ben 30 anni, quando il premier era Đukanović. Il nuovo governo del professor Krivokapić, eletto a giugno 2020, pecca ancora di inesperienza politica. I pochi passi che il nuovo premier ha compiuto sono stati fallimentari. Come la bancarotta della compagnia di bandiera Airlines e le riforme della giustizia avviate senza la consultazione dell’Unione Europea che hanno incrinato i rapporti con le istituzioni comunitarie. C’è anche da dire che il nuovo Montenegro ha ereditato delle situazioni disastrate e diversi problemi di corruzione dal precedente esecutivo.


Scontro Serbia e Montenegro


La richiesta di aiuto all’Europa

Da quanto riportato dalla Radio and Television of Montenegro, il 12 aprile, l’Unione era già preoccupata, per parola della portavoce della Commissione Europea Ana Pisonero Hernandez, riguardo gli effetti socio economici e finanziari che gli investimenti cinesi avrebbero potuto avere nel paesi balcanici. Inoltre il portavoce per gli affari esteri, Peter Stano, ha dichiarato che: “stiamo lavorando molto con il Montenegro e i paesi dei Balcani occidentali per aiutarli a rispettare gli standard e le riforme dell’UE, ma non stiamo rimborsando i debiti che prendono dai paesi terzi”. Sottolineando il fatto che il supporto europeo per investimenti sostenibili aiuteranno l’obiettivo del Montenegro per assicurare la sostenibilità del debito pubblico.

Europa e Montenegro

Il Montenegro ancora non fa parte dell’Unione Europea. La commissione ritiene che il Paese potrebbe entrare a farne parte nel 2025. Il Montenegro a ricevuto lo status di candidato ufficiale all’adesione all’UE nel 2010. Da allora, il paese sta allineando la sua legislazione ai requisiti europei. L’Unione Europea ha già istituito uno strumento specifico di sostegno ai grandi progetti infrastrutturali nei Balcani occidentali. Il Piano economico e di investimenti aiuterà a sfruttare i fondi di altri investitori pubblici e privati, inclusa la Banca europea per gli investimenti, a condizioni molto favorevoli.

Montenegro: debiti in corso

Secondo un articolo dell’Osservatorio Balcani che riporta il rapporto del Centro per il giornalismo investigativo montenegrino (Cin), ogni cittadino deve ai creditori cinesi oltre mille euro. Il Montenegro è sempre più indebitato e l’autostrada non è ancora stata completata. Allorquando il governo accederà all’ultima rata del debito (130 milioni di euro) l’importo che ogni cittadino montenegrino aumenterà di altri 300 euro. Oggi il debito del Montenegro è pari a 4.33 miliardi di euro, ovvero al 103 per cento del Pil del paese. Negli ultimi due anni il debito è aumentato di oltre 100 per cento. Quindi il Montenegro verte in una situazione di crisi economica e non è in condizioni di pagare per questo, dunque, chiede l’aiuto all’Unione Europea.


La nuova via della seta


La trappola del debito

Secondo il rapporto del Rhodium Group, un gruppo indipendente di ricerca che ha esaminato più di 40 casi di rinegoziazione del debito con la Cina. Il resoconto ha mostrato che più d’una fra le economie emergenti che hanno partecipato con entusiasmo alla Belt and Road Initiative (BRI) soffriva già da tempo di un elevato indebitamento. Inoltre, i casi di indebitamento eccessivo verso la Cina creano una situazione di elevato rischio anche per la parte creditrice ed è probabile che tra qualche anno emergeranno nuovi casi di sofferenza. La nuova via della seta è stata lanciata nel 2013. Da quell’anno la Cina ha investito 690 miliardi di dollari in progetti BRI in 72 paesi, con circa 280 miliardi di dollari in 44 paesi che non sono valutati dalle agenzie di rating che già prima della pandemia versavano in condizioni gravi.

Cina e Montenegro

La Cina non è solo uno dei maggiori creditori del Montenegro, anzi negli ultimi due anni è diventata, dopo la Russia, il maggiore investitore in Montenegro. Dall’indipendenza della ex repubblica jugoslava nel 2006 fino al 2019 Pechino ha investito poco più di dieci milioni di euro, mentre nel solo 2020 gli investimenti sono saliti a 71 milioni di euro. 

La soluzione che non c’è

Le scarse condizioni legate ai prestiti hanno favorito l’accesso alle risorse rese disponibili da Pechino a diversi paesi in via di sviluppo, ma, continuando a richiedere il pagamento degli interessi, la Cina costringerà le nazioni in difficoltà a scegliere tra onorare i debiti contratti o importare beni di prima necessità, come cibo e forniture mediche. L’alternativa è l’acquisizione da parte di Pechino di infrastrutture strategiche. La possibile soluzione per il Montenegro potrebbe essere quella di cedere a Pechino terreni statali. Il Montenegro rischia di fatto di perdere il controllo del porto di Bar, nel caso in cui non riuscisse a restituire il credito alla banca cinese. Il neo colonialismo cinese arriva così anche in Europa dopo il porto del Pireo in Grecia già nelle mani di Pechino.

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