Il monopolio digitale cinese sta diventando reale

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La sperimentazione avvenuta, ad Honk Kong, della valuta digitale cinese (DCEP) è un test per Pechino per avere un maggiore controllo sui flussi di capitale. E capire se la propria cripto valuta possa funzionare anche in un mercato internazionale.

Quando è iniziato il piano di cinese per la valuta digitale?

Pechino ha iniziato la pianificazione del lancio della sua moneta digitale almeno sette anni fa, nel 2013. Infatti, la Cina ha già testato la Digital Currency Electronic Payment (DCEP) anche oltre i confini nazionali. In Corea del Sud, Singapore e Thailandia. La DCEP è una valuta, creata e sancita dal governo cinese. E’ l’unica valuta digitale legale in Cina. Infatti le criptovalute, come i Bitcoin, sono illegali dal 2017 nel Paese asiatico. Il governo ha difatti dichiarato che: le cripto valute sono troppo volatili e non necessarie a rendere stabile il mercato finanziario.

La nuova valuta digitale cinese

La valuta digitale nazionale cinese DCEP (Digital Currency Electronic Payment) sarà costruita con tecnologia Blockchain e crittografica. Questa rivoluzionaria criptovaluta potrebbe diventare la prima valuta digitale di una Banca Centrale nel mondo. In quanto, emessa dalla Banca Statale Cinese, la People’s Bank of China (PBoC). Lo scopo e gli obiettivi della valuta sono quelli di aumentare la circolazione del Renminbi cinese o yuan e la sua portata internazionale. Il fine ultimo è quello che la moneta cinese diventi una forte valuta globale come il dollaro americano.


Le novità della nuova moneta asiatica


I test della valuta cinese nel 2021

In aprile, il governo cinese ha aggiunto altre sei regioni per la sperimentazione dell’yuan digitale. I test saranno, appunto, estesi in 11 aree, città pilota e nelle sedi delle Olimpiadi invernali di Pechino del prossimo febbraio. La People’s Bank of China e la Hong Kong Monetary Authority hanno iniziato i test tecnici per l’uso transfrontaliero dello yuan digitale. Ai residenti di Hong Kong, è stato permesso di utilizzare durante un’intera giornata la moneta virtuale per effettuare pagamenti nella vicina Shenzhen, la silicon valley cinese, con caratteristiche tipiche delle Free trade zone.

Il mercato monopolistico cinese

L’intento di Pechino è, anche, quella di operare una serie di misure per ridurre la dipendenza da piattaforme di pagamento terze o private. Attualmente i metodi di pagamento autorizzato con moneta digitale sono: Alipay, Tenpay e UnionPay. Alcuni servizi di pagamento sono integrati nelle app di messaggistica come Wechatpay integrato in We Chat. Però i due giganti fintech, Alibaba e Tencent, sono stati entrambi multati dallo State Administration for the Market Regulation, nel corso del 2021. L’intento del governo era quello di minare la facoltà di azione delle due società private, incolpandole di violazione delle normative nella legge anti-monopolio.


Tencent: il monopolio che la Cina non tollera


Cina contro Facebook

La Cina ha, anche, spinto l’iniziativa della moneta digitale in contrapposizione alla concorrenza estera. In particolare nei confronti di Facebook Diem. La nuova valuta stabile che il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, sostiene diventerà la prossima grande innovazione FinTech. La Cina si era pronunciata esplicitamente contro Facebook Libra, il progetto di cripto valuta precedessore di Diem, dicendo che questo avrebbe rappresento una vera e propria minaccia alla sovranità statale cinese. Il governo di Pechino ha insistito sul fatto che le valute digitali dovrebbero essere emesse solo da governi e banche centrali.

Trasformazione digitale

La Cina ha risposto alla trasformazione digitale in corso, il dragone sta diventando sempre più in una regno senza contanti. Nel 2020, le transazioni mobili hanno raggiunto 347 trilioni di RMB (49 trilioni di dollari USA), pari a quattro pagamenti su cinque. In mezzo allo sconvolgimento tecnologico nel suo sistema finanziario, il paese conduce uno sforzo solitario nell’esplorazione del CBDC (Central bank digital currency) a partire dal 2014. Se la moneta digitale cinese avrà successo, questa sarà propagandata come una grande vittoria per il Partito Comunista Cinese. Infatti, la Cina sarebbe il primo paese ad avere la prima valuta digitale sovrana. Con una valuta così centralizzata, il governo sarebbe in grado di tracciare tutto, a partire dal contante digitale in circolazione. In modo tale da rendere molto più difficile il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo.

Privacy

Secondo Xinhua, uno dei media statali, il DCEP cinese adotterà il principio dell’anonimato controllabile. Ciò significa che, quando si negozia con DCEP, entrambe le parti possono essere anonime per proteggere la privacy del pubblico. Invece, quando si tratta di combattere la corruzione, il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo, le banche statali possono tenere traccia delle informazioni commerciali.